Poste Private in Franchising


Aprire un servizio di Poste Private in Franchising

Elisa di Battista

Dall’1 gennaio 2011 si sono diffusi anche in Italia i servizi postali privati in seguito al dl 58/2011 (che recepisce la direttiva europea 2008/6/CE) e che comporta la diffusione nel mercato di operatori concorrenziali rispetto al servizio postale statale, prima monopolistico, e che completa un iter di liberalizzazione progressiva avviato in Europa dal 2003.

Sono sorti così, rapidamente, molti uffici postali privati in franchising, che rappresentano un’opportunità di investimento e imprenditoriale. E che, come ogni franchising, impongono all’affiliato (o franchisee) di seguire le direttive della casa madre (franchisor, o affiliante), da cui apprendono il know how per avviare l’attività e di cui “sfruttano” il nome, diffondendo il brand.

Gli investimenti iniziali sono variabili ma in linea di massima bisogna calcolare minimo 5000 euro, cifra che va a coprire i costi dell’attrezzatura (come stampante termica, pistola ottica, palmare), l’arredamento, l’eventuale fee d’ingresso (ma c’è chi ne ha azzerato i costi, come nel caso di MailExpress e di PostExpress, che hanno abolito anche le royalties mensili), i software, il corso di formazione che, in media, dura tra i 2 e i 5 di giorni e insegna il mestiere all’affiliato dal punto di vista legale, commerciale, amministrativo ed operativo.

Quando invece sono previste fee d’ingresso, bisogna preventivare circa altri 5000 euro, come nel caso di Qui Poste e di Posta Privata Nazionale (la quale, però, non si definisce franchising ma network, specificando di non porre vincoli all’affiliato, che resta così indipendente) e in questo caso la cifra comprende il costo dell’istruttoria del Ministero, del corso formativo, della concessione in uso del software operativo che consente di gestire sia i bollettini che la corrispondenza, la prima fornitura di materiale per postalizzazione, il sito internet, l’indirizzo mail, i volantini per il lancio pubblicitario dell’agenzia. Ci sono, inoltre, anche dei brand che decidono le fee d’ingresso in base al numero di abitanti, come Cityposte, che prevede una cifra che va dai 5000 ai 7000 euro + Iva.

Tra le spese bisogna considerare l’affitto (l’ufficio, di almeno 25-30 mq, dev’essere collocato in una zona di passaggio e facilmente raggiungibile, con parcheggio nei paraggi, e deve prevedere un’area per i clienti e una per lo smistamento della posta), le utenze, i timbri, la cancelleria, e il costo dei dipendenti se ce ne sono. Oltre naturalmente alle royalties mensili se previste o, come nel caso di Posta Privata Nazionale, la corresponsione all’affiliante di 0,06 euro+ iva per ogni documento inserito sul sistema operativo della casa madre sistema operativo (ad esempio, 60 centesimi per 5 raccomandate e 5 spedizioni prioritarie).

continua

da NEWS.BIANCOLAVORO.IT

Confimprese e franchising


Confimprese: aumentano gli associati ma la crisi si fa sentire
Pil 2012 a -1,7%, consumi a -2,2% ma l’occupazione cresce

Con 300 marchi commerciali rappresentati (in aumento del 10%), 30mila punti vendita in tutt’Italia e 450mila addetti Confimprese è una delle associazioni più rappresentative per quanto riguarda il settore del franchising e del retail.

Lunedì 14 maggio ha presentato a Milano il bilancio del 2011 e il piano operativo per il 2012. Si parla di un Pil di -1,7% nel primo trimestre del 2012 rispetto all’anno precedente e un andamento dei consumi, nello stesso periodo, pari a -2,2%. Mario Resca, presidente dell’associazione.

“Nel dettaglio c’è una forte pressione e questa porta molte aziende a chiudere, Confimprese rappresenta le catene del cosiddetto commercio moderno che soffrono un po’ meno perché il rapporto che Confimprese e i propri associati hanno con il consumatore finale è molto più forte e quindi c’è un rapporto di fiducia maggiore tra l’aziende di vendita al dettaglio e i propri consumatori”.

Inevitabile, infine, il riflesso negativo del periodo di crisi su produzione e occupazione, anche se, in controtendenza, il settore rappresentato da Confimprese ha creato 6mila nuovi posti di lavoro a fronte di un calo totale del 8,9%. Ma si può fare meglio, come ci ha spiegato l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu”Qualche provvedimento per favorire la flessibilità in entrata è utile per favorire i contratti a termine ma non vogliamo che sia senza regole e copra gli abusi come in molti casi le partite Iva e i co.co.pro”.

da TMNEWS.IT

I risultati di Chancexpo 2012


Apprendistato, lavoro stagionale, posto fisso, autoimpiego e attività in franchising: a Chancexpo la concretezza delle opportunità

Si è conclusa sabato 12 maggio, presso la Nuova Fiera di Roma, la prima edizione di ChancExpo, l’evento patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ANG (Agenzia Nazionale per i Giovani) e Roma Capitale, ideato e organizzato da RomaExpo srl, in collaborazione con Fiera di Roma, Gruppo Publimedia e Mr. Comunication. Il primo evento a unire le opportunità del mercato del lavoro dipendente e le possibilità di autoimpiego, in particolare quelle legate al comparto franchising.

Oltre 10.000 gli accessi in fiera nell’arco dei tre giorni, molti i visitatori del Lazio ma tanti anche quelli arrivati da tutto il centro-sud, Marche, Abruzzo, Puglia e Calabria in testa, con qualche presenza anche dalle regioni del nord Italia. Più di 3.500 contatti qualificati per gli espositori nell’area Franchiseland, alcuni di questi già finalizzati in fiera. Tra le 100 aziende presenti, alcune start up ma anche marchi noti che hanno presentato per la prima volta al pubblico un nuovo progetto in franchising, come Algida, o aziende in cerca di affiliati per consolidare la loro rete, come Mail Boxes, Bottega Verde, 7 Camicie, Scorpion Bay e tanti altri.

Migliaia sono stati i curricula raccolti presso gli stand dell’area Jobland e altrettanti i colloqui sostenuti con i selezionatori delle più grandi agenzie di recruting, come Monster, Obiettivo Lavoro e Articolo1. Centinaia le opportunità di lavoro nei settori dell’ospitalità ed Ho. Re. Ca., automotive e mobilità (ALD, Fleet and Mobility) , energia (ENEL Green Power), chimico e farmaceutico.

La concretezza è stato il punta di forza della manifestazione, e la qualità del network resta il vero valore aggiunto di un format, quello di ChancExpo, che nasce con l’aspirazione di funzionare come un vero e proprio servizio: per molti visitatori già in fiera è stato possibile trovare la giusta consulenza, il supporto e tutti gli strumenti per ripensare o consolidare i propri obbiettivi professionali e inserirsi per la prima volta o ricollocarsi sul mercato del lavoro.

Parlando di lavoro e impresa oggi sarebbe stato facile essere attuali, ma l’obiettivo di ChancExpo – ha dichiarato Stefano Baldassarri, Exhibition Manager della manifestazione – è stato la concretezza. Migliaia di giovani hanno visitato gli stand della fiera, ognuno con l’obbiettivo di trovare la propria chance nel mondo del lavoro, non solo del lavoro dipendente. La reale opportunità, come spesso accade attraversando una crisi, è puntare su sé stessi, investire il proprio tempo e le proprie risorse per dare vita al proprio progetto d’impresa: esistono le soluzioni per farlo, quelle del franchising sono per loro stessa natura le più immediate e accessibili, e i visitatori sembrano averne colto tutti i vantaggi.

Già da domani cominceremo a lavorare per ChancExpo 2013 – ha continuato Baldassarri – perché questo genere di iniziative, che avrebbero bisogno di un maggiore sostegno dalle istituzioni, nasce proprio per remare contro la crisi e ha la straordinaria capacità di avvicinare la gente e infondere loro fiducia e ottimismo, che certo non bastano, ma restano pur sempre indispensabili, oggi più che mai.

Il progetto ChancExpo nasce da un’attenta osservazione dei mutamenti sociali ed economici per accompagnare i visitatori, giovani neolaureati, disoccupati, impiegati e liberi professionisti, lungo un concreto percorso di crescita e consapevolezza, un vero e proprio itinerario di formazione e informazione, che in 3 giorni ha fornito più di 60 ore tra workshop e seminari qualificati, dando a tutti la possibilità di intervenire a numerosi convegni e dibattiti con istituzioni ed esperti del settore.

I risultati di questa prima edizione sono estremamente soddisfacenti, come dimostrano anche i feedback degli espositori, ma l’obbiettivo per la prossima edizione punta certamente verso la crescita e a sviluppare un sistema capace di generare ottimismo fornendo segnali positivi anche e soprattutto con un più solido coinvolgimento delle istituzioni e delle università, che svolgono un ruolo fondamentale nella formazione e nell’approccio al mondo del lavoro, sia esso in forma dipendente o di impresa, dove il sistema franchising offre garanzie di successo riducendo notevolmente i rischi di start up.

da INFORMAZIONE.IT

Convegno “Franchising”


Provincia Bat, convegno sull’autoimprenditorialità: il “Franchising”

Nell’ambito delle attività promosse dallo Sportello Impresa Donna, (Patto Sociale di Genere della Provincia di Barletta – Andria – Trani, Progetto Mafalda), l’Assessorato provinciale alle Politiche Sociali, per la Famiglia e Pari Opportunità ha organizzato, in collaborazione con Confesercenti Bat, un convegno sulle prospettive di crescita per l’autoimprenditorialità, dal titolo “Franchising”.

L’incontro, in programma mercoledì 16 maggio alle ore 10.30, presso la sede dell’Assessorato in via De Gemmis 42 a Trani, rappresenterà un’occasione per approfondire le caratteristiche tecnico-commerciali peculiari del Franchising, che si configura quale valida formula imprenditoriale anticrisi per coloro che fossero interessati ad avviare nuove imprese o a riqualificare attività imprenditoriali già esistenti.

Previsti gli interventi dell’Assessore alle Politiche Sociali, per la Famiglia e Pari Opportunità della Provincia di Barletta – Andria – Trani, Carmelinda Lombardi, di Nicola Passerini, partner legale della Federazione Italiana Franchising Confesercenti, della Coordinatrice nazionale della Federazione Italiana Franchising Confesercenti Luisa Barrameda, del Responsabile di Franchising Point Confesercenti Bat Raffaele Mario Landriscina e del Responsabile di Finanza Agevolata Confesercenti Bat Cristina Allegretti.

In occasione del convegno sarà inoltre possibile fissare un appuntamento per un colloquio individuale con i consulenti del Progetto Mafalda, i quali forniranno il proprio supporto, in forma del tutto gratuita, alle donne che vogliano avviare un’impresa di qualsiasi natura ed in qualsiasi settore di mercato.

da BAT.ILQUOTIDIANOITALIANO.IT

Mercatopoli franchising ed unioni fallite


L’abito da sposa? Nella crisi me lo procuro con il baratto
Esposizione al confine tra Caserta e San Nicola la Strada dove si trovano anche gli oggetti delle unioni fallite

Un amore finito tra fidanzati, o una unione scoppiata tra coniugi, tra i tanti grattacapi seri e fastidiosi che comporta ha anche quelli del cosa farsene dei regali ricevuti al tempo in cui tutto filava liscio come il miele e, poi, è finito a scorrere come il fiele. Dell’ingombro si fa carico Mercatopoli, che nella sterminata esposizione di cose usate da vendere, ha il settore della Extherapy, come una vetrina di San Valentino all’incontrario in cui si vendono oggetti carichi di pessimi ricordi sopravvenuti con – una chicca velenosa questa – avviso dell’intervenuto e remunerato disfacimento, a chi quel regalo aveva fatto, con un cartoncino postale che, si assicura, ha l’effetto di un elisir di serenità. Per il mittente, certamente; per il ricevente chissà. Fare business, battere nuove strade o anche riasfaltare quelle vecchie, nel senso di adeguarle ai tempi. I mercatini dell’usato non sono una novità, ma questo al confine tra Caserta e San Nicola la Strada, territorio ex Saint Gobain, non è un mercatino da svuota-cantinòla.

Già il fatto che si chiami Mercatopoli e che è inserito in un circuito nazionale, quindi un franchising con tanto di sito web, dice di quanto il praticare il baratto, mettere in una vetrina disponibile l’oggettistica e tutto, ma proprio tutto, sia eccedente negli armadi, nei depositi di casa e nel comparto «cuori infranti», si sia messo subito in riga con i tempi. Che esigono comunicazione rapida, visibilità massima, concretezza e immediatezza nella realizzazione del business che, ovviamente, deve soddisfare le due parti, chi porta una «cosa» e chi la vende. Libera Marangio gestisce con dinamicità, in accomandita societaria con la figlia Arianna e la nipote Ilaria, questa attività che controlla da una plancia di comando da dove far ruotare gli occhi e collegarli con la mente, prima che col computer, per visualizzare nei vari comparti tutto ciò che è censito. Nel centro elaboratore di dati ci sono le liste degli oggetti in vendita, il prezzo di valutazione per ciascuno, l’accredito al venditore, in contanti, del 65% del prezzo concordato.

Trascorsi i sessanta giorni dalla data di carico indicata sull’etichetta, il prezzo subisce uno sconto-abbattimento che può arrivare anche al 50 per cento. «Poche regole, chiare e trasparenti le nostre – dice Libera Marangio -. Si vende e si guadagna in due, l’altro compra e risparmia. Nella nostra esposizione accettiamo oggetti, abiti, utensili, cose di ogni specie usate purchè in ottime condizioni. Non facciamo da svuota cantine, anche la cosiddetta oggettistica vintàge deve avere la sua dignità per lasciare una casa ed entrare in un’altra». Siamo in tempi critici, ha notato proposte di vendite per necessità di economia domestica? «Eccome – dice -, si legge negli occhi dei proponenti quando ci si disfa di un oggetto, un mobile, anche un abito cui si tiene». In esposizione c’è un abito da sposa. «Che si vendono – dice – con buona soddisfazione di chi sa che non deve indossarlo più e di chi vuole risparmiare sulla spesa di una mise di una sola occasione. Le abitazioni dei nuovi sposi, oggi, sono piccole. Dove li metti quei fagotti di tulle e merletti?».

Franco Tontoli

da CORRIERE.IT

Bode presente a Chancexpo


Klaus G. Böde, esperto di franchising e del mercato tedesco, presente a ChancExpo

Böde, in occasione della Fiera di Roma, illustrerà alle aziende italiane l’importanza del mercato tedesco e, allo stesso tempo, presenterà a possibili investitori alcuni marchi tedeschi, rafforzando così ulteriormente la partnership con BRD.

BRD Consulting, partner tecnica di ChancExpo, la Fiera del Franchising di Roma, annuncia lieta la presenza, presso il suo stand, di Klaus G. Böde.
Klaus G. Böde ha esperienza ventennale nel settore franchising e ha lanciato nel mercato tedesco decine di catene di alimentazione e abbigliamento, tra cui Pronuptia, JACADI, Comptoir des Cotonniers e Le Tanneur.

Franchisor di un concept medico (Skinial) e Master Franchise per Germania e Austria, è un esperto conoscitore del settore nel suo Paese. È inoltre titolare di un portale di franchising tra i più importanti in Germania (FranchiseExpo.eu).

La società di Böde, in controtendenza alle altre società di consulenza, si approccia al mercato in maniera pragmatica, ottenendo ottimi risultati. Ha già introdotto, infatti, numerosi concept esteri nel mercato tedesco, ma anche austriaco e svizzero.

Böde, in occasione della Fiera di Roma, illustrerà alle aziende italiane l’importanza del mercato tedesco e, allo stesso tempo, presenterà a possibili investitori alcuni marchi tedeschi, rafforzando così ulteriormente la partnership con BRD.

Klaus G. Böde vi aspetta alla ChancExpo, presso BRD, allo stand a14 – b11.

da informazione.it

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