Istigava alla coltivazione di droga Sequestrato il sito di Alkemico
A far chiudere il sito è stato il prete pronto ad ospitare il governatore dopo lo scandalo. Intanto una nuova tegola per il negozio di smurt drugs: indagati per lesioni
RIMINI – “La storia dell’Alkemico, discusso negozio che distribuisce “smart drugs” si intreccia con quella di Piero Marrazzo, l’ex governatore della regione Lazio ricattato da quattro carabinieri per le sue frequentazioni con i trans. E’ infatti emerso che a condurre l’ultima crociata contro i negozi in franchising ideati da un riminese, crociata che ha portato all’oscuramento del sito dell’Alkemico, è stato niente meno che il prete pronto a ospitare l’ex governatore all’indomani dello scandalo.
Probabilmente in questo momento è il padre abate più conosciuto d’Italia. Dieci giorni fa, era pronto ad ospitare nel suo antico monastero benedettino l’amico fraterno ed ex governatore della Regione Lazio, Piero Marazzo. Don Pietro Vittorelli è un sacerdote, al di fuori delle righe, giovane e laureato in medicina. Vive a stretto contatto con la realtà cittadina, si è fatto promotore della realizzazione di una casa per poveri e ieri mattina è sceso ancora una volta dal ’sacro monte’ per ringraziare la magistratura e la guardia di finanza di Cassino che hanno sequestrato gran parte del materiale contenuto all’interno del negozio Alkemico, il chiacchieratissimo franchising aperto in tutta Italia che tre giorni fa, grazie ad un’indagine della guardia di finanza della Compagnia di Cassino e del Nucleo telematico di Roma, ha portato alla denuncia dei titolari del franchising con sede a San Marino per il reato di istigazione all’uso di sostanza stupefacente. «Grazie alla guardia di finanza ed alla Procura di Cassino è stato possibile porre la parola fine ad una situazione divenuta insostenibile,fanno sapere dalla Curia. Era impensabile che i nostri giovani potessero avvicinarsi in maniera così semplice e banale al mondo della sostanza stupefacente». Lo stesso Padre abate, nel corso di un’omelia celebrata nel mese di agosto aveva segnalato la pericolosità della presenza di un negozio simile in città ed aveva chiesto alla forze dell’ordine e alla magistratura di intervenire in maniera energica.
La denuncia era scattata sia per l’amministratrice delegata del sito, difesa dall’avvocato riminese Massimiliano Orrù, che per il gestore del negozio di Cassino. E nelle ultime ore sull’Alkemico si è abbattuta una nuova tegola: l’avviso di conclusione indagini per lesioni personali e per esercizio abusivo dell’attività di farmacista (in concorso fra la riminese e il gestore del negozio di Civitanova Marche). L’accusa è di aver venduto, fino al gennaio del 2009 sostanze classificate come medicinali. “Si tratta di prodotti leciti – ha obiettato l’avvocato Orrù- e provviste di autorizzazioni rilasciate dal Ministero della Sanità”. Per quanto riguarda le lesioni mi risulta che non esistano prove documentali per sostenere l’accusa che, allo stato, è puramente teorica”.
da romagnanoi.it
NEW YORK. No, non è fantascienza ma la vicenda reale di due fratelli abruzzesi, emigrati in America nel 1976, dal minuscolo centro San Giovanni di Cagnano in provincia di Aquila. I protagonisti di questa roccambolesca avventura sono Fernando e Gino Masci, proprietari del piu’ famoso ristorante della Grande Mela “Il Mulino” che ospita presidenti, ambasciatori, avvocati, letterati, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
“riconoscimento” ma purtroppo non potemmo andare a ritirarlo per ragioni di lavoro».
Sul tavolo un libretto che la dice tutta: «Metti in pratica quello che sai». Alle pareti, accanto alla foto delle figlie e di un incontro con Arafat, il faccione di un cammello con occhiali e barbetta che somiglia a un cartone animato. Poco più in là le immagini colorate di mille e un menu che sono un inno dissacrante al kabab. Naser Ghazal non sembra di ottimo umore. Comprensibile. Anche per lui sono giorni di Ramadan. Perfino qui si digiuna fino al tramonto, in questo angolo di Nord Est, in un capannone acquattato fra le villette, a due passi dal centro di Zero Branco. Giornate faticose per il re del kabab, per questo palestinese quarantaquattrenne che in otto anni ha messo in piedi un impero grazie al mitico involtone. La catena di franchising Kabab International, di cui Naser Ghazal è anima, corpo, creatività, organizzazione, passato, presente e futuro nonché direttore commerciale – è un’eccezione a più regole. Alla faccia della crisi e oltre ogni luogo comune sull’immigrato. Dal 2001 a oggi l’attività è cresciuta del trecento per cento. E non ha subìto pause in quest’ultimo anno. Dal primo Shockabab a Mestre, al numero 35 che aprirà a ottobre a Paese.
misura per il cliente italiano. Con tanto di gadget, locali su 4 ruote, gruppo di fan su Facebook… ». L’esperimento ha avuto successo e il cammello con gli occhiali spopola. Oggi l’80 per cento dei clienti è italiano. Famigliole e morosi. Tutti con il panino in mano. Chi va da Naser per un nuovo KababPoint è sei volte su dieci un italiano, anche perché il capitale richiesto per aprire un locale è di 52mila euro.
La nuova strategia punta a obiettivi diffusi ma meno rilevanti
Halo, la serie di videogiochi che prima di salvare la Xbox, emise i suoi iniziali vagiti ad un Macworld, sbarca in televisione. Verranno realizzati dei “brevi” direttamente per il mercato casalingo, che in Giappone viene chiamato OAV (Original Anime Video). A realizzarlo, i registi di “classici” come Appleseed e Ghost in the Shell.
inediti direttamente per il mercato casalingo. Tendenza negli ultimi cinque o sei anni seguita anche dalla fantascienza televisiva statunitense, che alterna alle serie uno o due Dvd originali, come è accaduto con Stargate SG1 e Battlestar Galactica.