Archive for economia

Feb
04

Choice Hotels in Polonia

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ChoiceHotelContinua la campagna europea di Choice, tappa in Polonia
Choice Hotels International prosegue nella sua marcia sul territorio europeo. L’ultima tappa è la Polonia, Paese che il gruppo non aveva ancora presidiato. “L’espansione internazionale è uno dei cardini della nostra politica – conferma Stephen P. Joyce, presidente e chief executive officer di Choice Hotels International – e l’Europa dell’Est è un’area dalle potenzialità ancora inespresse”. Le new entry in franchising nei prossimi mesi sono sei e sono tutte di proprietà della società di real estate Hotel System, una sussidiaria del Salwator Capital Group. L’hotel di maggiore spicco sarà il Clarion Hotel Grand Baltic Resort & Spa, 133 suite, nella cittadina di Dzwirzyno, sul Mar Baltico.  Le altre strutture sono a Cracovia, Posen, Kattowitz e Breslau. Choice Hotels International riunisce con contratto di franchising oltre 6mila hotel per più di 485mila camere negli States e in altri 35 Paesi, In Italia le strutture sono una ventina.

da ttgitalia.com

Categories : aziende, economia
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Debutto a fine mese per Uniglobe Travel Italy

viaggi_affariNasce Uniglobe Travel Italy. La nuova realtà creata da Uniglobe Travel International sarà posta sotto la guida di Carlo Lega.

Il network verrà inaugurato nel corso della convention del 30 gennaio che si svolgerà a Torino alla presenza di John Henry, senior vice president di Uniglobe International.

“L’attuale scenario di globalizzazione rende indispensabile per un’organizzazione che si occupi seriamente di viaggi d’affari, l’avere un brand riconosciuto su scala mondiale – dice Carlo Lega, titolare del nuovo network -. Uniglobe Travel Italy porterà con sé un innovativo concetto di franchising per le agenzie che consentirà la presenza di ogni singola adv in tutto il mondo, grazie alla propria professionalità ed esperienza”.

da ttgitalia.com

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Enel: intesa con Sharp e STMicroelectronics per fabbrica pannelli fotovoltaici in Italia
I tre leader tecnologici e industriali apportano le loro specifiche competenze: Enel Green Power nello sviluppo del mercato delle fonti rinnovabili a livello internazionale e nel project management, Sharp nella tecnologia esclusiva del film sottile a tripla giunzione ed STMicroelectronics nelle capacità manifatturiere

fotovoltaico_franchisingEnel Green Power, Sharp e STMicroelectronics hanno firmato oggi l’accordo finalizzato alla realizzazione della piu’ grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia. L’impianto sara’ costruito a Catania e produrra’ pannelli a film sottile a tripla giunzione. Contemporaneamente, la societa’ di Enel per le rinnovabili e l’azienda giapponese hanno siglato un’ulteriore intesa per lo sviluppo congiunto di campi fotovoltaici. Lo rendono i tre gruppi in un comunicato congiunto. L’accordo fa seguito al Memorandum of Understanding firmato a maggio 2008 da Enel Green Power e Sharp per lo sviluppo di una partnership strategica nel settore del fotovoltaico, a cui si e’ unita successivamente la STMicroelectronics. Annunci Google

L’accordo vede insieme per la prima volta tre leader tecnologici e industriali, alleati in una partnership paritetica per sviluppare l’industria del solare alla quale apportano le loro specifiche competenze: Enel Green Power, nello sviluppo del mercato delle fonti rinnovabili a livello internazionale e nel project management; Sharp, nella tecnologia esclusiva del film sottile a tripla giunzione in produzione da primavera 2010 nella fabbrica di Sakai, in Giappone; ed STMicroelectronics nelle capacita’ manifatturiere, con personale altamente specializzato in settori all’avanguardia tecnologica come la microelettronica.

La fabbrica, localizzata a Catania nell’impianto industriale esistente, M6, che sara’ conferito da STMicroelectronics, avra’ inizialmente una capacita’ produttiva annuale di pannelli fotovoltaici pari a 160 MW, destinata a essere incrementata nel corso dei prossimi anni a 480 MW all’anno e sara’ da subito la piu’ grande fabbrica di pannelli fotovoltaici a livello nazionale. E’ previsto che la produzione dei pannelli nell’impianto di Catania parta all’inizio del 2011.

Il progetto per la capacita’ produttiva iniziale di 160 MW richiedera’ un investimento totale di 320 mln di euro e sara’ finanziato mediante una combinazione di capitale proprio, incentivi statali e project financing, senza bisogno di ulteriori garanzie da parte degli azionisti al di la’ della quota rispettivamente posseduta nella joint venture. Ogni partner, si legge nella nota, sottoscrivera’ un terzo del capitale -un contributo previsto fino a 70 mln di euro ciascuno, in cash o in asset materiali e immateriali- e deterra’ un terzo delle azioni della nuova joint venture.

La produzione della fabbrica catanese sara’ destinata a soddisfare la domanda dei piu’ promettenti mercati del solare della regione Emea (Europa, Medioriente e Africa) con particolare riguardo all’area mediterranea, nella quale Egp e Sharp contano gia’ su un’importante rete di vendita. Anche Enel.si, la societa’ di Egp specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici sul mercato retail, partecipera’ alla commercializzazione, offrendo i pannelli sia direttamente, sia attraverso la propria rete in franchising composta da oltre 500 installatori qualificati distribuiti su tutto il territorio italiano.

Egp e Sharp hanno inoltre sottoscritto un accordo per la creazione di una joint venture paritetica con l’obiettivo di sviluppare entro il 2016 nuovi campi fotovoltaici, per una capacita’ installata totale intorno a 500 MW sempre nella regione mediterranea, utilizzando i pannelli prodotti dallo stabilimento etneo. L’efficacia degli accordi raggiunti tra le parti e’ condizionata alle consuete approvazioni da parte delle competenti autorita’ regolatorie.

I pannelli fotovoltaici a film sottile a tripla giunzione sono particolarmente adatti per la generazione fotovoltaica su media e larga scala. Rispetto ai normali pannelli fotovoltaici al silicio, sono in grado di mantenere un livello molto elevato di efficienza energetica nella conversione anche in climi molto caldi e sono anche meno esposti alle variazioni del prezzo del silicio grezzo, dato il minore utilizzo del minerale.

Catania, si sottolinea nella nota, rappresenta il sito ideale per la localizzazione della fabbrica, potendo usufruire pienamente dell’impianto esistente per la produzione di semiconduttori e di una significativa forza lavoro specializzata nella lavorazione su silicio. La citta’ di Catania ospita anche Conphoebus, centro ricerche di Enel interamente dedicato alle fonti rinnovabili, solare in particolare, ed al risparmio energetico.

Inoltre, la Sicilia e’ una regione ‘chiave’ nell’area del Mediterraneo per lo sviluppo di campi fotovoltaici, perche’ fornisce una collocazione unica rispetto a tutte le rotte necessarie a raggiungere i mercati limitrofi.

da ADNKRONOS

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Jan
02

Ecco i saldi

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IN ALCUNE REGIONI DURERANNO FINO A MARZO. Codacons: vendite -15%
Saldi: comincia la corsa allo sconto
A Milano code per le griffe della moda e il fenomeno Abercrombie: giovani in fila anche senza ribassi

Saldi01_carrelloMILANO – Un via anticipato rispetto agli anni precedenti. La stagione dei saldi comincia subito dopo capodanno in un fine settimana ancora festivo, ma il Codacons segnala un calo delle vendite del 15% rispetto al primo giorno dei saldi dello scorso anno. Sono Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia a fare da apripista alla stagione degli sconti, che inizia già il 2 gennaio. L’ultima regione ad avviare i ribassi, il 10 gennaio, sarà la Valle d’Aosta. I saldi in molte regioni proseguiranno fino agli inizi di marzo.

CODE – A Milano in mattinata code ordinate di clienti si sono formate sui marciapedi vicini ai negozi delle griffe famose, da Armani a Gucci, da Prada a Dolce e Gabbana, da Hermes a Ralph Lauren. Ma il fenomeno dell’anno rimane Abercrombie & Fitch. Il negozio milanese (unico finora in Italia) aperto poco prima di Natale, è stato preso d’assalto da giovani e giovanissimi. La coda sotto il portico di via San Pietro all’Orto all’angolo con corso Matteotti è folta e molto lunga. Anche se Abercrombie & Fitch gli sconti non li fa neppure. Nel Lazio la polizia stradale ha segnalato circa 10 chilometri di coda sulla via Pontina in direzione Latina per automobilisti in attesa di uscire a Castel Romano per andare in un outlet in occasione del primo giorno dei saldi. Lunghe code anche attorno all’outlet di Valmontone e nei pressi dei centri commerciali come Euroma2 e Cinecittà.

CHI COMPRA – Dati contrastanti su chi approfitterà dei saldi. Secondo la Confcommercio «il 67,4% ha dichiarato di attendere saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto e il 68,4% spenderà tra i 100 e i 300 euro per un capo con lo sconto». Dati diversi quelli in possesso delle associazioni di consumatori Federconsumatori e Adusbef, che in una nota congiunta affermano che «per via della crisi che ancora permane e caratterizzata da una grande cautela e prudenza da parte delle famiglie, solo il 45% delle stesse è interessta ai saldi, con una spesa di 311 euro per ogni famiglia coinvolta, pari a 118 euro pro capite».

IL CALENDARIO – Ecco, di seguito, il calendario dei saldi invernali 2010:
ABRUZZO – 5 gennaio – 5 marzo
BASILICATA – 2 gennaio – 2 marzo
CALABRIA – 3 gennaio – 28 febbraio
CAMPANIA – 2 gennaio – 31 marzo
EMILIA ROMAGNA – 2 gennaio – 6 marzo
FRIULI VG – 3 gennaio – 31 marzo
LAZIO – 2 gennaio – 15 febbraio
LIGURIA – 5 gennaio – 18 febbraio
LOMBARDIA – 2 gennaio – 2 marzo
MARCHE – 6 gennaio – 1 marzo
MOLISE – 2 gennaio – 28 febbraio
PIEMONTE – 5 gennaio – 1 marzo
PUGLIA – 5 gennaio – 28 febbraio
SARDEGNA – 8 gennaio – 8 marzo
SICILIA – 2 gennaio – 15 marzo
TOSCANA – 7 gennaio – 7 marzo
UMBRIA – 7 gennaio – 6 marzo
VALLE D’AOSTA – 10 gennaio – 31 marzo
VENETO – 2 gennaio – 28 febbraio
BOLZANO – 9 gennaio – 20 febbraio
TRENTO – I commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi nella durata di 60 giorni.

LE RACCOMANDAZIONI DEL CODACONS – Il Codacons – che segnala una diminuzione degli acquisti del 15% rispetto al 2009 nel primo giorno di saldi invernali – propone il suo decalogo per le spese in saldo:
1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare
2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce «saldo» deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzin.
3. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri eserciz.
4. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante
5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi
6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità.
7. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto «in modo chiaro e ben leggibile». La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla «nuova». Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce
8. Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati
9. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi
10. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all’ufficio comunale per il commercio o ai vigili urbani.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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Dec
19

Coin ha comprato Upim

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upimCoin acquista i negozi Upim e diventa la prima rete in Italia

NO CASH Gli storici punti vendita valutati 40 milioni. L’operazione avviene con uno scambio di azioni

Gruppo Coin compra Upim, storico marchio commerciale, e diventa la prima rete italiana di distribuzione di abbigliamento, con un totale di 883 negozi. La notizia non è ancora ufficiale, ma gli accordi tra le parti sono stati sostanzialmente già raggiunti. Il gruppo veneto, quotato dal 1999 in Piazza Affari, acquista il 100% di Upim dai quattro soci, gli stessi della Rinascente: Investitori Associati, Deutsche Bank Real Estate, Pirelli Re, Borletti. La valutazione è di 40 milioni per una società che ne fattura 430 ma che nel 2008 ne ha persi 19,2 e che, da anni, non gode di buona salute. Ai vecchi soci di Upim andrà una quota del 7,5% del capitale di Coin, contenuta in una newco di cui faranno parte anche le due banche creditrici Unicredit e Natixis (Unicredit e Ubs hanno lavorato come advisor).
Lo scopo dell’acquisizione non è quello di «risanare» Upim, ma di integrare la sua rete (135 negozi diretti, 15 col marchio BluKids, più 200 in franchising) in quella di Coin. Le sovrapposizioni dovrebbero essere marginali, e in questo caso si procederà a cessioni. Di Upim interessano soprattutto le vetrine, situate nei centri storici, in posizioni di qualità. I negozi saranno integrati nelle catene Coin e Ovs, mentre il marchio Upim resisterà nel franchising: si tratta di un acronimo storico (Unico prezzo italiano Milano), nato negli anni Venti come divisione della Rinascente, sulla scia dei modelli francesi Monoprix o Prix Unique.
Coin vive una grande opportunità di espansione, che segue il risanamento compiuto negli ultimi quattro anni sotto la guida del nuovo azionista di maggioranza, il fondo di private equity francese Pai partners, e per opera dell’amministratore delegato, Stefano Beraldo. Oggi Coin è un gruppo consolidato e redditizio. L’ultimo esercizio completo, chiuso il 31 gennaio 2009, ha registrato vendite per 1.145,4 milioni, 133,7 di margine lordo, 38,2 di utile netto. Nei primi nove mesi dell’esercizio in corso, al 31 ottobre, le vendite sono salite del 7,1%, a quota 898,2 milioni, il mol è cresciuto del 15,3% a 86,6 milioni, mentre l’utile netto di 22,2 milioni è aumentato del 58%. Numeri che si spiegano con la razionalizzazione compiuta negli ultimi anni e alla acquisizione dei 60 negozi a insegna MelaBlu.
Il gruppo Coin nacque all’inizio del secolo scorso per opera del veneziano Vittorio Coin; il primo negozio di tessuti e biancheria risale al 1926. Nel 1999, quando la società fu quotata a Piazza Affari, i due rami della famiglia detenevano saldamente la maggioranza. Poi, si giocarono tutto in una sfortunata avventura in Germania: l’acquisizione della catena Kaufhalle, che fu difficile da integrare e da gestire e che si rivelò una grossa fonte di perdite, alcune centinaia di milioni; fu rivenduta con ampie minusvalenze. A quel punto – era il 2005 – la maggioranza del gruppo passò al fondo Pai, che affidò Coin e Ovs alle cure di Beraldo, reduce dalla quotazione in Borsa di De Longhi. Oggi la famiglia veneta ha una quota di minoranza nella holding di controllo.

Paolo Stefanato da ilgiornale.it

Categories : aziende, economia
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