Archive for September, 2010

Ferretti Aeffe periodo difficile


Ferretti ha spiegato che i conti di Aeffe del primo semestre 2010 (chiusi con ricavi in calo del 7,4% a 102,9 milioni, la perdita netta consolidata in calo a 6,3 milioni dai 10 milioni del primo semestre 2009) sono andati peggio rispetto agli altri gruppi della moda che hanno invece registrato consistenti miglioramenti visto che “la societa’ ha un minor peso del settore retail. Per noi questa rappresenta solo l’8% dell’intero giro di affari il resto e’ wholesale”. Il manager ha spiegato che l’andamento delle vendite wholesale reagisce infatti con ritardo rispetto alla performance delle vendite retail. Ad ogni modo nel secondo trimestre “il settore retail anche per noi ha registrato una crescita del 7% e stiamo registrando adesso un rialzo a doppia cifra”. Ferretti ha inoltre sottolineato che a ogni modo analizzando i conti del secondo trimestre questi hanno registrato un netto miglioramento rispetto a quelli dei primi mesi del 2010. “Tale trend dovrebbe proseguire anche nei mesi venturi” del resto, ha spiegato ancora l’imprenditore, soprattutto nel settore retail “si e’ registrato un risveglio importante delle vendite in tutto il mondo, in Europa ma anche nel Far east e negli Stati Uniti”. Il gruppo Aeffe punta a rafforzarsi nel settore retail grazie all’apertura di negozi e boutique. “Il nostro impegno futuro sara’ di potenziare le boutique ma anche i punti in franchising dei nostri marchi” ha spiegato il presidente del gruppo Aeffe, rammentando che di recente sono stati aperti punti vendita per Moschino in Vietnam e Romania e per Alberta Ferretti a Mosca, tutti in franchising. Ferretti ha inoltre espresso entusiasmo per il marchio Cacharel, la cui licenza e’ stata acquisita nel novembre 2009. “Sabato 2 ottobre – ha dichiarato Ferretti – presenteremo la sfilata a Parigi. Si tratta di un brand sul quale puntiamo molto”
da radiocor ilsole24ore.com

Oviesse vertenza a Mazara del Vallo


Prosegue la vertenza della Filcams – Cgil di Trapani per i cinque lavoratori del negozio Oviesse in franchising di Mazara del Vallo, licenziati lo scorso 31 luglio, insieme agli altri cinquantasei colleghi in servizio negli altri punti vendita Oviesse della Sicilia, gestiti dalle nove società del gruppo Miceli.

La Filcams – Cgil, che nei giorni scorsi aveva contestato l’accordo, sottoscritto il 24 agosto a Palermo, tra sindacati, rappresentanti deigruppi Coin Spa, Oviesse Spa e Miceli, chiede, adesso, la convocazione di un incontro, tra le parti, in Prefettura affinché si proceda alla rapida riassunzione dei lavoratori e alla riapertura del punto vendita Oviesse di Mazara del Vallo.

“L’eventuale non apertura del negozio di Mazara o l’apertura con altro personale – ha detto il segretario provinciale della Filcams Cgil Vito Gancitano – inficerebbe l’accordo sindacale e sarebbe un gravissimo atto di discriminazione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di Mazara, che con la loro azione stanno difendendo i loro diritti di lavoratori”.

La Filcams – Cgil, pur contestando l’accordo del 24 agosto scorso, che prevede l’assunzione dei lavoratori a tempo determinato e per un solo anno e un periodo di prova di 45 giorni entro il quale il datore di lavoro si riserva la legittimità di licenziare i dipendenti senza alcuna motivazione e senza preavviso, si è detta, comunque, disponibile a firmare la transazione con Oviesse ma non, così come richiesto dalla stessa Oviesse, la conciliazione con il gruppo Miceli che prevede la rinuncia da parte dei lavoratori degli stipendi arretrati e di circa il 50 per cento del Tfr.

“Oviesse – ha detto Gancitano – subordina la pre assunzione dei lavoratori alla firma del verbale di conciliazione con il gruppo Miceli anche se tale aspetto non è incluso nell’accordo, anche perché non sarebbe stato pensabile condizionare la riapertura dei punti vendita all’obbligo da parte dei lavoratori della sottoscrizione di un verbale di conciliazione-truffa. In virtù di ciò – ha concluso Gancitano – non può essere addotto come motivo della mancata riassunzione dei lavoratori di Mazara la decisione dei dipendenti di non sottoscrivere alcun verbale di conciliazione con il gruppo Miceli, poiché sarebbe una vera e propria forma di ricatto”.

Intanto, la Filcams – Cgil di Trapani, ha avviato, nelle settimane scorse, la procedura legale nei confronti del gruppo Miceli per il recupero di tutti i crediti vantati dai lavoratori.

da Marsala.it

A Cascina un My One Hotel


Toscana, a Cascina un My One Hotel

Cascina, comune in provincia di Pisa, la compagnia alberghiera My One Hotel ha acquisito in franchising un hotel, il My One Hotel Euro. La struttura si trova a pochi chilometri dall’autostrada A12, a 6 km dall’aeroporto Galileo Galilei e a 10 km dalla stazione ferroviaria di Pisa.

l My One Hotel Euro va ad aggiungersi alle altre 11 strutture del gruppo. L’hotel è attivo dallo scorso primo settembre e dispone di 68 camere, un parcheggio, un ristorante. Non solo. Nella struttura sono presenti quattro sale riunioni, modulabili ed attrezzate er organizzare incontri business e meeting; in sala plenaria possono essere ospitate fino a 350 persone.

el territorio, il My One Hotel Euro rappresenta la seconda acquisizione della compagnia alberghiera dopo il My One Hotel Galilei. Il general manager dell’albergo, Vincenzo Perrone, ha spiegato che il My One Hotel Euro ‘si propone come struttura business, grazie alla sua dotazione di sale riunioni e al ristorante, ma si rivolge anche ad una clientela leisure, in considerazione della sua posizione strategica e della sua vicinanza al centro di Pisa’.

n occasione dell’apertura l’hotel propone una tariffa speciale. Fino al 30 settembre si potrà pernottare sette giorni su sette, a partire da 48 euro per una doppia uso singola e da 58 euro per una doppia.

da Excite.it

Una Hotel a Modena


Apre l’Una Hotel Modena
La struttura del Gruppo Des Arts, della famiglia Marazzi, ha scelto di affiliarsi a Una Hotels & Resorts

Apre i battenti l’Una Hotel Modena, la nuova struttura del Gruppo Des Arts, della famiglia Marazzi, che ha scelto di affiliarsi a Una Hotels & Resorts attraverso un accordo di franchising. Il nuovo hotel, che sorge a Modena Baggiovara, dispone di 95 camere, centro benessere, centro congressi con spazi espositivi, business center e ristorante interno.
Va ad arricchire la linea di hotel metropolitani della catena e rafforza la presenza in Emilia Romagna di Una, già sul territorio con l’Una Hotel Bologna, l’Unaway Hotel Bologna Fiera e il nuovo Unaway Hotel Cesena Nord.
Con l’Una Hotel Modena sono oltre mille le camere affiliate ad Una.

da guidaviaggi.it

Jossy Jo con lo RFID


Jossy Jo: Rfid anche per il fashion cinese

Sembra impossibile, ma succede anche in Cina: grey market e falsificazione non hanno più confini e anche i brand cinesi scelgono l’Rfid per combattere la contraffazione e migliorare l’efficienza della produzione.

Ad adottare per prima le tecnologie a radiofrequenza è la pechinese Jossy Jo, colonna portante del fashion cinese. La direzione, infatti, ha dato il via a un progetto su larga scala che prevede l’utilizzo dei tag lungo tutta la supply chain.

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione tecnologica di Jawasoft China e Upm Raflatac, che hanno realizzato una soluzione che permette una gestione dei dati in tempo reale sia su tutte le attività di logistica interna che su quella legata al rapporto con il franchising.
Grazie all’identificazione a radiofrequenza di ogni singolo capo, il sistema garantisce una completa tracciabilità delle merci ma anche uno strumento per la tutela del brand, aiutandolo a prevenire il mercato della contraffazione.

Jossy Jo attualmente utilizza più di 2 milioni di tag Rfid ShortDipole all’anno forniti da Upm Raflatac per tracciare i suoi articoli.

L’implementazione dell’Rfid copre ogni livello operativo, a partire dalla pianificazione della produzione relativa a ogni specifico impianto. Le etichette Rfid sono inviate a ogni stabilimento e attaccate a ogni singolo capo sin dalla fase di creazione. Per il controllo qualità questo si traduce in un processo di ottimizzazione, potenziando la tracciabilità su tutte le linee sin dall’origine, permettendo ai responsabili di risalire immediatamente alle cause di difetti od errori di produzione, che possono essere esaminati e risolti in modo assolutamente più rapido.

Da quando utilizza i tag Rfid Jossy Jo ha incrementato la sua efficienza logistica del 40%. Il sistema di tracciabilità supportato dall’identificazione a radiofrequenza ha rafforzato anche la collaborazione tra il brand e il canale: anche i distributori e la forza vendita hanno accesso a un patrimonio informativo condiviso, decisamente dettagliato e disponibile in tempo reale.

Per un comparto così strettamente influenzato dalla stagionalità, inoltre, l’utilizzo dell’Rfid si è rivelato fondamentale perché velocizza i processi di gestione degli ordini e delle commesse, le operazioni di trasporto e le operazioni di reso. I prezzi di vendita, inoltre, possono essere modificati direttamente sul tag evitando così l’intervento manuale dell’operatore.

Nella lotta alla contraffazione dei suoi prodotti, Jossy Jo ha compiuto un significativo passo avanti. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’uso dell’Rfid ha permesso di eliminare i prodotti contraffatti, che in precedenza corrispondevano a un 3% del venduto.

da thebizloft.com

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