La Piadineria a Piacenza

Via Colombo, apre la terza bottega de “La Piadineria”

Ha inaugurato a metà settembre in via Cristoforo Colombo 88/a a Piacenza la terza bottega de La Piadineria, franchising artigianale specializzato in piade e cascioni, di origine bresciana ma di ascendenza romagnola
Ha inaugurato a metà settembre in via Cristoforo Colombo 88/a a Piacenza la terza bottega de La Piadineria, franchising artigianale specializzato in piade e cascioni, di origine bresciana ma di ascendenza romagnola che ha festeggiato nel 2009 15 anni di crescita e successi. “Chi assaggia ritorna” questo il semplice motto e la sfida costante di un gruppo che punta tutto sulla tradizione e la genuinità e sa che il successo e l’aumento dei punti vendita dipende innanzitutto dalla qualità artigianale del prodotto.

Alla base di tutto c’è infatti la scelta rigorosa di un alimento genuino, preparato secondo la tradizione e con ingredienti freschissimi. La piadina, o meglio ancora la “piada”, è infatti una pietanza semplice e “antica”, che affonda le radici addirittura nel medioevo; una sfoglia leggera che ben si abbina a qualsiasi tipo di condimento. “Stesa, cotta e farcita al momento”:

La Piadineria nasce da una passione autentica per la piada artigianale, propone solo i migliori sapori della tradizione (compresa una selezione di gustose piade dolci) e si inserisce perfettamente nel settore della ristorazione veloce ma di alta qualità. Una soluzione alternativa e naturale a chiunque cerchi una pausa gustosa ma sana, abbinata servizio rapido in un ambiente sempre cordiale ed amichevole. La filosofia e il successo del gruppo la Piadineria confermano tra l’altro che la qualità del made in Italy non deve temere la crisi. L’azienda ha infatti registrato un trend di crescita positivo nel 2009 e le previsioni sono ottime anche per il 2010.

da ilpiacenza.it

Jamaica Happy Pub

Il sole splende sull’happy pub
La musica, i drink alla frutta e l’allegria del popolo di Jamaica hanno ispirato una catena in franchising che conta su quindici locali a tema in Italia, più uno in Lussemburgo. Nuove aperture in programma

Palme, spiagge, simpatia, tanta musica e gioia di vivere, per tanti un concentrato ideale di pace, amore e libertà. Sono queste le caratteristiche principali di Jamaica, grande isola al centro del Mar dei Caraibi, dove l’estate dura tutto l’anno. A riportare in Italia uno scampolo di questa realtà è stato un gruppo di amici che nel 1997 ha dato vita al primo Jamaica Happy Pub in provincia di Brescia. L’originalità della proposta, insieme all’allestimento del locale e all’offerta drink&food, ne ha decretato un tale successo che, a partire dal 1999, il locale ha fatto da modello per una catena di locali in tema con la formula dell’affiliazione commerciale (franchising). «Il format a cui si ispira il Jamaica Happy Pub è essenzialmente un cocktail bar – precisa Franco Toscano, responsabile sviluppo del progetto – in cui tutto è stato reinventato, testato e reso replicabile per ogni nostro affiliato. Il nostro obiettivo è far passare ai clienti del locale una serata divertente e molto speciale. Tanto che, molti dei nostri affiliati, sono stati prima clienti di un Jamaica Happy Pub». A oggi, sono una quindicina i locali in attività. In Italia: Alessandria, Villanova di Castenaso (Bo), Cazzago San Martino (Bs), Bollengo (To), Parma, Piacenza, Pianezza (To), Treviglio (Bg), Varese Masnago, Verona, Vicenza; in apertura Cagliari, Aprilia (Lt), Ascoli Satriano (Fg) e Sanfrè (Cn). Oltre a un locale già attivo a Lussemburgo (2007), lo sviluppo all’estero prevede aperture in Francia, Romania, Cipro, Slovenia, Spagna, Germania.

Una formula che piace sempre
L’arredamento è quello molto informale tipico dei locali da spiaggia caraibici come i chiringuito, con tavoli e sedute ricavate da materiali di fortuna come assi e casse di legno, debitamente recuperati e verniciati in colori accesi (rosso, ma anche giallo, verde e nero come quelli della bandiera jamaicana). Non mancano angoli particolari con tanto di copertura in paglia e bamboo, giochi d’acqua, scialuppe, tavole da surf e vere piante tropicali come le palme. Sul lungo bancone di servizio trovano spazio le numerose vaschette della frutta fresca esotica già pulita e tagliata in attesa di essere composta nei ricchi cocktail tropicali, i veri protagonisti della proposta Jamaica Happy Pub (80% del fatturato). «Per coppie e gruppi di amici – interviene Andrea Ferrari che con Andrea Simoncelli gestisce il Jamaica di Verona – proponiamo il jammin pot, un vero e proprio rito che impiega una pentola in terracotta (da mezzo litro a tre litri) in cui serviamo i nostri cocktail tropicali mangiaebevi, ricchi di frutta fresca in pezzi, a richiesta corretti con rum (7 euro a persona). Vanno servite in mezzo al tavolo da cui, tramite lunghe cannucce, ogni convitato aspira la propria razione». In alternativa i cocktail possono essere serviti nel big bamboo, sorta di grande calumet in terracotta da cui una coppia può aspirare il contenuto (50 cl circa) come cioccolata calda o cocktail di frutta, più o meno alcolici (10 euro). Particolarmente spettacolare è poi il cocktail narançito, composto da un’arancia tagliata a metà posta su un tumbler, scavata, quindi riempita di triple sec che va fiammeggiato (4 euro). Per gli amanti degli alcolici possono essere serviti stecche di 3 chupito (4 euro) riempiti di rum diversamente aromatizzati: cioccolato, miele, peperoncino, cannella, aloe, fico d’india, cannabis (ma sono solo erbe varie). Particolarmente ricca l’offerta food con piatti di nachos con formaggio, pomodori, jalapeños e formaggio fuso (7 euro), insalate mix di frutta esotica (10 euro), ragga chili con tortillas ripiene di chili con carne e formaggio (7 euro). Tra le caratteristiche del Jamaica Happy Pub, c’è infine la disponibilità di vari prodotti a marchio come la gamma di rum Hijo de Puta (invecchiati e aromatizzati), l’energy drink in lattina 25 cl e le polpe concentrate di frutta nelle speed bottle. Ultima, ma non certo per importanza, la colonna sonora. In ogni locale è prevista una postazione dj più un palco per gli spettacoli live. Musica jamaicana prima di tutto, dal reggae allo ska, ma non manca spazio per altri ritmi sudamericani.

Per aprire un Jamaica
L’originalità del format Jamaica Happy Pub permette di selezionare location anche al di fuori dei centri commerciali, permettendo così all’affiliato di non dover affrontare per forza affitti gravosi. Queste le caratteristiche principali richieste per l’apertura: una superficie di 250-350 mq su livello unico fronte strada, ampia possibilità di parcheggio, lontananza da centri residenziali preferibilmente su grandi strade ad alta percorrenza, locale commerciale con licenza per somministrazione di alcolici. Per l’apertura di un nuovo locale, l’affiliato deve prevedere un investimento di circa 130mila euro, con un costo di 350 euro al mq, con un diritto d’entrata (fee) di 20mila euro e il riconoscimento di una percentuale annua del 3% sugli incassi. Il contratto di affiliazione è di sei anni, estensibile ad altri sei. In cambio all’affiliato viene fornita l’esclusiva di zona, l’utilizzo del marchio, la formazione del personale, l’affiancamento di due addetti specializzati per il primo mese di apertura. Grazie all’esperienza maturata nel settore dalla società franchisor, l’affiliato può aspettarsi di realizzare un fatturato medio annuo a partire da 250mila euro (i locali più frequentati arrivano già a 400mila euro), con un margine operativo lordo del 20-25%.

Rodolfo Guarnieri dal sole24ore.com

Arriva Do It Design Outlet Italiano

Arredamento  L’Ikea trema: arrivano gli outlet Do.It

La sfida tricolore al gigante svedese Ikea. Questo è Do.it Design Outlet Italiano, un progetto di ampio respiro che vuole avvicinare il consumatore all’eccellenza del design attraverso grandi centri specializzati nella vendita e perfezionati da innovative proposte retail e da soluzioni multibrand. Il progetto promuove a prezzi concorrenziali l’unicità e l’eccellenza italiane per imporsi sulle attuali catene low cost, penalizzate da bassi standard qualitativi e da una totale omologazione dell’offerta.

Entro la prossima primavera verranno inaugurati in Italia i primi due negozi della catena, ma l’obiettivo annunciato è di partire al più presto alla conquista del mercato estero. Il progetto nasce da Mario Esposito e Luca Burnacci, rispettivamente, presidente e general manager di Retail in Progress, per mettere in vetrina il design italiano: “Nonostante si producano sul nostro territorio arredi di qualità, il grande pubblico non conosce la maggior parte dei marchi. Inoltre non esiste una destinazione dedicata completamente al design italiano.”

da affatitaliani.it

Blockbuster Italia avanti nonostante la bancarotta della casa madre americana

Blockbuster Italia: «Il business non sarà condizionato dalla bancarotta della casa madre»

Blockbuster Italia annuncia di non rientrare in alcun modo nella procedura di capitolo 11 che Blockbuster Inc sta presentando negli Stati Uniti, e che sta conducendo le sue normali operazioni di business in tutta Italia, dove conta circa 180 negozi diretti tra corporate e franchising . Blockbuster Italia annuncia in un comunicato che «non prevede alcuna interruzione alle forniture di beni o servizi e confida con entusiasmo nelle ottime performance del prossimo trimestre».

Nello stesso comunicato si apprende che «Blockbuster Inc., che è la società madre di Blockbuster Italia, ha annunciato di recente di aver raggiunto un accordo sulla strutturazione di un piano per ricapitalizzare il suo stato patrimoniale e ridurre sostanzialmente, attraverso il processo di riorganizzazione del capitolo 11, il suo debito».

«Questo processo è finalizzato a dare a Blockbuster U.S. una posizione finanziaria più solida in modo che possa continuare ad attuare il suo piano strategico e trasformare il suo business model. Tutte le filiali e i franchisee, che sono entità separate per legge, non sono incluse nella procedura e non sono in alcun modo parte dei procedimenti del Capitolo 11. I negozi di Blockbuster in Italia non sono interessati dal processo del capitolo 11. Tutte le promozioni e i programmi per i consumatori continueranno normalmente, e tutti i vendor continueranno ad essere pagati come sempre».

da ilsole24ore.com