Franchising formula anticrisi

franchising-1Mettersi in proprio con un socio
famoso, affidabile e molto ricco

Il franchising si rivela come una formula anti-crisi

Mantiene le posizioni e continua a crescere, nonostante la flessione dei consumi. Il franchising si rivela una formula vincente e matura anche nei periodi di crisi. In Italia ha 40 anni, ma nacque in Francia e Stati Uniti proprio nell’anno della grande crisi, il 1929. Di fronte ai tanti segni meno (- pil, – consumi, – esportazioni, – produzione) e di fronte alla chiusura di tanti piccoli negozi familiari, il fatturato dell’affiliazione commerciale riesce a tenere e cresce dell’1,7%, così come crescono anche gli imprenditori che si lanciano in questo settore (+2%). Sintomo che la formula del mettersi in proprio insieme ad altri per realizzare nuove reti distributive sta pagando.
Identikit delle reti. Secondo l’ultimo rapporto Assofranchising con l’Osservatorio e Quadrante, il settore sta sfiorando i 22 miliardi di giro d’affari, con quasi un migliaio di insegne operative, e con circa 54mila punti vendita, che danno lavoro a oltre 180mila persone. La formula è molto forte nel nord-ovest (quasi il 40%), e si distribuisce in modo omogeneo per la restante parte su tutto il territorio nazionale. Piemonte, Lombardia, Veneto e Lazio pesano più del 58%. Tra i settori prevale la Gdo food (alimentari) con oltre un quarto della torta, seguita da turismo (9%), immobiliare (8%), abbigliamento adulti (7%), servizi specialistici (6,8%), intimo e ristorazione rapida (entrambe al 5%). Questi sei settori superano il miliardo di giro d’affari ciascuno. Ma il settore si allarga a una miriade infinita di attività: dalle agenzie matrimoniali alle erboristerie, dalle lavanderie alle gelaterie, dalla telefonia ai centri estetici, dalle librerie agli asili, dalle ludoteche alla consulenza aziendale. Tra le ultime entranti il settore dei giochi e delle scommesse.
Le regole. Il franchising in Italia sta per compiere 40 anni: nasce il 18 settembre 1970, quando viene aperta Gamma, la prima rete con una decina di affiliati nel campo della grande distribuzione. Da allora è stato un crescendo. Certamente la formula non è per tutti, ma è evidente il suo contributo alla crescita di attività, di business, di occupazione e anche di una nuova generazione di imprenditori. Il franchisor, infatti, l’azienda che lancia la rete, è titolare di un servizio, di un prodotto e di un marchio noto, su cui investe in termini di affidabilità e di visibilità. Il suo obiettivo è quello di trovare aspiranti imprenditori affidabili con cui condividere la formula commerciale e stendere un piano di sviluppo in affiliazione con altri piccoli imprenditori (franchisee), che diventano a loro volta responsabili di catene. Il segreto è quello di affiliarsi a un marchio molto noto, ma per non cadere in trappola è necessaria una forte competenza imprenditoriale e il rispetto di clausole contrattuali precise. Finita l’epoca del franchising della stretta di mano, ora i contratti sono molto dettagliati e scritti. Il punto di riferimento che regola l’attività in Italia è la legge 129 del 2004 mentre un prezioso lavoro di coordinamento e sostegno è svolto dalle associazioni: Assofranchising, la storica associazione a sua volta socio fondatore della Federazione europea del franchising, Confimprese, che riunisce soprattutto imprese di alta gamma, e la Fif (Federazione italiana franchising). Importante è anche partecipare alle Fiere del Franchising, che si tengono ad aprile a Roma e in ottobre a Milano.

WALTER PASSERINI da lastampa.it

Ape Wommy

ape wommyFOOD: SCARLINO, WOMMY SI APRE AD ALLEANZE INTERNAZIONALI
Al via la prima Ape Wommy:l’inaugurazione, alla presenza del Ministro Raffaele Fitto, apre la strada a nuove alleanze internazionali del gruppo Wommy – spiega una nota – e’ l’originale progetto del Salumificio Scarlino di Taurisano (uno dei maggiori produttori di wurstel d’Italia e una delle principale realta’ industriali del Sud Italia    con circa 500 dipendenti) per il lancio di una vera e propria flotta di ristorazione mobile con sulla famosa Ape Piaggio per la vendita di hot dog e beverage.
“Quella della famiglia Scarlino”- ha spiegato il Ministro Raffaele Fitto- ” e’ una iniziativa che precorre i tempi e che si inserisce nel mercato della ristorazione mobile con prodotti di qualita’, il coinvolgimento di prestigiose aziende e soprattutto il rispetto e la garanzia della sicurezza alimentare. L’Azienda, una realta’ di punta del Mezzogiorno, sta entrando di forza sui mercati stranieri con un progetto che dimostra la fantasia, ma anche la concretezza del nostro Sud”.
Attilio Scarlino, Presidente del Salumificio Scarlino, ha sottolineato “la forza dell’Ape Wommy risiede non solo nell’alta qualita’ dei suoi prodotti, ma anche nel cospicuo valore aggiunto costituito dalla sua spiccata propensione al design: e’ stata infatti disegnata dal famoso designer greco Andreas Varostos dell’agenzia creativa INAREA (Roma) e interamente re-ingegnerizzata da importanti aziende italiane del settore.
Il progetto avra’ uno sviluppo in franchising e vede l’alleanza con prestigiose aziende del food e beverange, come Coca Cola e Birra Peroni. Inoltre, Wommy e’ gia’ una piccola multinazionale. Sono state infatti siglate nelle scorse settimane partneship per l’apertura delle sedi in Grecia, Malta, Croazia, Spagna e Libano. E Antonio Scarlino, amministratore delegato di Wommy, spiega che “in queste settimane si sono avviate le trattative con un importante gruppo della ristorazione italo-americano per l’apertura e lo sviluppo di Wommy anche negli Stati Uniti, dove da sempre e’ presente la cultura del famoso carrettino sulle strade di New York”.
Per l’allestimento di ogni Ape Wommy sono coinvolte 12 aziende, con circa 400 dipendenti. La ricaduta occupazionale stimata e’ di 3/7 nuovi posti di lavoro per ogni punto vendita.
La nuova scalata dei wurstel made in Italy inizia da Roma con le prime 35 Ape Wommy in consegna da oggi.

da AGI.it

Burger King crescita continua

burger_kingBurger King non cambia velocità
Presente da 10 anni in Italia, la catena di fast food conta oggi 63 ristoranti di cui 16 aperti nell’ultimo anno. Per il futuro l’obiettivo è crescere almeno allo stesso ritmo continuando a puntare sul connubio tra qualità, gusto e prezzo.

Juan Olave, general manager di Burger King Italia.
La crisi non ferma la crescita di Burger King in Italia. Il colosso del fast-food, diffuso in 74 Paesi nel mondo con più di 12.100 ristoranti, ha aperto nell’anno fiscale che si conclude a fine giugno 16 negozi, ha registrato una crescita delle vendite del 3,5%, un aumento del 2,7% del traffico clienti e un fatturato che le stime prevedono in crescita del 20%.

“Lo sviluppo del nostro gruppo prosegue in tutto il mondo e anche in Italia – osserva Juan Olave, general manager di Burger King Italia -, dove abbiamo raggiunto la quota di 63 ristoranti, di cui 59 in franchising e 4 di proprietà ed entro il 30 giugno il numero salirà a 65. Siamo presenti nella Penisola dal 2000, inizialmente attraverso un’alleanza con Autogrill e in seguito grazie a un più ampio ventaglio di partner, ma il mercato appare ancora in parte inespresso e con potenzialità di crescita enormi”.

Burger King ha accelerato la crescita al Sud, in particolare in Sicilia, un’area strategica dove negli ultimi dodici mesi sono stati aperti 5 ristoranti, di cui l’ultimo ha aperto i battenti il 17 giugno a Palermo. Per i piani di sviluppo futuri, nessuna preferenze sulle aree da “conquistare” a patto di proseguire allo stesso ritmo di crescita e di trovare le giuste opportunità di sviluppo. “La nostra offerta qualità-prezzo soddisfa i clienti italiani – continua Olave – che dimostrano di non cercare a tutti i costi il prezzo basso, tanto che i tre panini più venduti, anche in un periodo di crisi, sono stati quelli dal prezzo più alto”.

Il futuro italiano di Burger King passa dunque da qualità, gusto e prezzo, senza però perdere di vista l’innovazione di prodotto. “Oltre alle promozioni periodiche dedicate a varie tipologie di hamburger – conclude Olave – ogni tre mesi lanciamo delle linee speciali caratterizzate da un ingrediente tipico. È il caso di Tendercrisp Parmigiano Reggiano, con filetto di pollo, bacon e scaglie di Parmigiano Reggiano Dop che stiamo proponendo anche in Spagna”.
Olimpia Ogliari da distribuzionemoderna.info

Roadshow Remax in Italia

remaxImmobiliare: in corso roadshow Remax in Italia

Remax, societa’ di franchising immobiliare, ha organizzato un roadshow sul territorio nazionale dedicato alle problematiche del settore immobiliare.
Lo si apprende da una nota dove si aggiunge che tra le tappe dei roadshow ci sono Torino, Milano, Bologna, Genova e Cagliari. “Negli ultimi due anni”, ricorda il presidente di Remax, Dario Castiglia, “e’ indubbio che il mercato immobiliare italiano ha sofferto molto con una contrazione del numero di compravendite del 30%, ma non e’ stato cosi’ per tutti. Ed proprio in queste circostanze che emerge chi ha investito in ricerca e sviluppo mettendosi a sistema

da borsaitaliana.it

Valora rileva Tabacon

tabaconValora rileva catena tedesca tabacon Franchise

Valora rileva la catena tedesca di tabacchi tabacon Franchise. Grazie all’acquisizione della società con 180 negozi in franchising il gruppo basilese diventa il numero due nel commercio al dettaglio su piccole superfici in Germania. Il prezzo della transazione, che avrà effetto dal prossimo ottobre, non viene comunicato.

I punti vendita di tabacon si trovano generalmente nei pressi delle casse di supermercati quali Kaufland, Metro e Rewe nonché in centri commerciali, spiega Valora in una nota odierna. Il fornitore resterà la tedesca Presse-Grosso. Il gruppo di Muttenz (BL) conta già 200 negozi in Germania, che realizzano un giro d’affari annuo di 300 milioni di franchi. Tra l’altro è leader nelle librerie delle stazioni ferroviarie.

da bluewin.ch