Euronics franchising convention annuale

Euronics migliora le piattaforme decentrate

Durante la convention annuale di Euronics, i vertici hanno fatto il punto della situazione con gli affiliati. Cresce il business locale

EURONICS_logoMiglioramento delle piattaforme decentrate, degli investimenti Internet e dello sviluppo di attività commerciali e di marketing che hanno contribuito a far crescere il business locale. Sono queste alcune delle iniziative che sono emerse nel corso della convention annuale di Euronics con gli affiliati.

“Gli affiliati Euronics rappresentano per noi il 9% del fatturato, di cui il 7% totalizzato dai punti vendita Euronics Point” commenta Marco Ferrante, direttore commerciale di Euronics Italia. “Nell’anno in corso abbiamo registrato all’interno dei nostri Euronics Point performances positive in tutte le categorie merceologiche. Questi risultati hanno fatto si che la quota di mercato degli affiliati Euronics Point nel loro mercato di riferimento sia arrivata alla fine del 2008 al 19,8%” .

“Questa crescita è stata ottenuta anche grazie all’introduzione di nuove categorie merceologiche, a cui sono stati dedicati corner all’interno dei negozi. La presenza dell’Industria all’interno dei nostri punti vendita – spiega Andrea Borromeo, responsabile commerciale franchising – ha garantito un rapporto più diretto e “consulenziale” ai clienti, offrendo loro una assistenza all’acquisto più mirata”. “Un altro aspetto essenziale”, ha continuato Borromeo “ha riguardato la formazione. Sono stati realizzati dalla sede dei corsi di formazione rivolti specificatamente al personale di vendita dei negozi Euronics Point sui seguenti temi: visual merchandising, principi di conto economico, cross selling e up selling”.

Albino Sonato, presidente, ha commentato i risultati raggiunti, malgrado la crisi.  Sonato indica alcuni punti di forza. In primo luogo la delocalizzazione, che aiuta ad essere più vicini alle esigenze territoriali dei clienti e a garantire maggiore flessibilità e rapidità di intervento sulle problematiche periferiche.

da CHANNELINSIDER.IT

Siseco immobili e rete di vendita online

Gli investimenti immobiliari diventano hi-tech

franchising_immobiliare-webÈ targata Siseco la prima esperienza di investimento immobiliare in Italia declinata interamente via web. A realizzarla un colosso del settore, la Ernesto Preatoni Real Estate International, che fa capo a Ernesto Preatoni, l’imprenditore considerato l’inventore di Sharm El Sheikh che opera nel ramo immobiliare e turistico.

La nuova società, nata nel dicembre 2008, si rivolge alla clientela italiana che intende investire in immobili di pregio in Paesi selezionati, con un’alta prospettiva di crescita e una bassa pressione fiscale.

«Stiamo vivendo un periodo economico delicato per gli investimenti – afferma Stefano Pelizzola, direttore generale di Preatoni Real Estate International -. Differenziare è indispensabile: il mattone resta un settore importante ma, secondo noi, all’estero ci sono nazioni che offrono maggiori opportunità rispetto all’Italia. Siamo in questo settore da anni, abbiamo competenze e know how, quindi abbiamo deciso di intraprendere questa nuova avventura puntando su due aspetti, diversi ma strettamente collegati tra loro: tecnologia e rete di vendita».

L’obiettivo per  il primo anno è formare una rete qualificata di venditori che governino l’attività commerciale di vendita. Nel farlo sono supportati dalla tecnologia, elemento che caratterizza tutti gli aspetti della società. si sono dunque rivolti a Siseco, società leader in soluzioni IT, per realizzare un sistema di CRM in grado di governare la gestione dei venditori e coordinare l’attività di web marketing.

«Preatoni Real Estate International utilizza da alcuni mesi il nostro Contact box, un innovativo metodo per trovare nuovi clienti in modo selezionato – afferma Roberto Lorenzetti, amministratore delegato di Siseco -. Grazie al “pay per lead” la società riceve una scheda con i contatti degli utenti che hanno cercato informazioni sulla propria azienda o attività. È la soluzione che offre il miglior rapporto costo/beneficio, in quanto si paga ogni singolo contatto. Preatoni Real Estate International è stata una delle prime aziende a credere in questo sistema, ha ottenuto ottimi risultati al punto di scegliere di organizzare tutta l’attività con Siseco, grazie a b.com il sistema CRM realizzato in un’ottica 2.0».

Preatoni Real Estate International ha scelto di puntare sulla tecnologia, grazie a b.com, soluzione CRM versatile che consente di gestire via web le informazioni relative ai clienti e ai potenziali clienti, permettendo la condivisione dati con la forza vendita e le azioni commerciali. I potenziali clienti interessati all’attività di Preatoni Real Estate International, compilano un modulo via web che “entra” direttamente nel Crm, dove viene smistato e indirizzato al venditore responsabile dell’area geografica interessata.

«Mantenere un saldo rapporto col cliente, farlo diventare unico dandogli la sensazione di avere un rapporto diretto e privilegiato con l’azienda è sempre più importante sul mercato – aggiunge Lorenzetti. In questo modo aumentano i profitti, si ottimizza la forza vendita e le sue azioni commerciali, permettendo nel contempo al management di prendere decisioni strategiche sulla gestione dell’impresa».

Preatoni Real Estate International scommette insomma su web e IT:  «L’attività di marketing e quella commerciale si sviluppano quasi interamente su Internet – conclude Pelizzola -. Abbiamo realizzato due siti (www.ernestopreatoni.com e www.investimento-immobiliare.com). Il layout è simile, ma cambia il messaggio agli investitori: uno è più istituzionale, mentre l’altro è più dinamico, con foto e filmati. Investiamo anche in eventi, in particolare nel FB Golf trophy, torneo riservato agli utenti di Facebook, il popolare social network. Stiamo anche trattando accordi con network in franchising specializzati in compravendite immobiliari, che vendono in modo tradizionale».

Silvia Perfetti

da ITALYNEWS.IT

Dati Franchising in Italia

franchisingTiene il franchising in Italia

E’ alle porta l’appuntamento fisso per chi opera nel settore del franchising e punto d’incontro tra franchisor, imprese, giovani o già affermate, che si presentano ai potenziali affiliati per crescere o consolidarsi ancora ed aspiranti franchisee, persone interessate ad avviare una nuova attività commerciale in questo settore.

La fiera Franchising & Trade dedicata al franchising giunge quest’anno alla 24ª edizione e si terrà a Rho (Mi) dal 23 al 26.

Sarà certamente l’occasione per valutare lo stato di salute del settore franchising in un momento, quale quello attuale, caratterizzato da grande incertezza e crisi dei consumi.

I numeri relativi al settore franchising nel 2008 (fonte: Rapporto Italia 2008 – Strtture, tendenze e scenari a cura di Assofranchising) rivelano che nel nostro Paese il sistema ha tenuto abbastanza: il giro d’affari, stimato intorno ai 21 milioni di euro, infatti, è cresciuto rispetto all’anno precedente. Il fatturato rispetto al 2007 è cresciuto a ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti, ma si tratta di un risultato comunque positivo alla luce della crisi ha investito l’Italia a fine 2008.

LE RETI DI FRANCHISING: attualmente operano nel nostro paese 852 reti di franchising (nel 2007 erano 847). Di queste 819 sono italiane e 33 sono straniere ed operano in Italia direttamente con i franchisee. Il saldo tra nuove reti (30) e reti dismesse (25) è positivo: a fine 2008 si contano 5 reti in più rispetto al 2007.

LA LOCALIZZAZIONE IN ITALIA: la localizzazione dei franchisor varia e di molto sul territorio nazionale. La Lombardia è la regione italiana nel quale è presente il maggior numero di franchisor (227, pari al27,7%), seguita da Lazio (101 pari al 12,3%) e Veneto (89 pari al 10,9%).

IL GIRO D’AFFARI: nel 2008 il giro di affari del settore franchising è stato pari a 21.418 milioni di euro, salito dell’1,4% rispetto al 2007. La gran parte del fatturato è stato generato dal settore della Gdo Food-Alimentari (5.622 milioni di euro pari al 26,25%) seguiti, ad una certa distanza, da Agenzie Immobiliari (1.901 milioni di euro pari al’8,88%), Abbigliamento uomo donna (1.722 milioni di euro pari al all’8,04%), Agenzie viaggi e turismo (1.717 milioni di euro pari all’8,02%). La crescita del franchising in un contesto di crisi va inteso come un irrobustimento delle reti più strutturate e come una sostanziale tenuta del sistema franchi sing anche in contesti di crisi acuta.

I SETTORI DEL FRANCHISING IN ITALIA: il 50,1% delle reti attualmente attive in Italia opera nel settore dei servizi (immobiliari, finanziari, per la persona e le imprese, ecc.), il 25,5% nella filiera degli articoli per la persona (abbigliamento, calzature ed accessori), il 10,5% nell’altro commercio specializzati (food e non food).

GLI ADDETTI: il numero di addetti nel settore è leggermente diminuito tra il 2008 ed il 2007 (-0,38%) scendendo in valore assoluto da 182.908 e 182.215 addetti.

da spazioimpresa.biz

Brasile e le agenzie viaggi di Franchising

brasileAgenzie viaggi franchising, propongano il Brasile
Questo l’invito del ministro del Turismo del Brasile, Luiz Barretto, tramite Embratur (l’Istituto Brasiliano per il Turismo), in occasione del lancio sul mercato europeo del programma Brasil Now, grazie al quale operatori e agenzie viaggi franchising, che vendono in Europa pacchetti e altri prodotti turistici brasiliani potranno usufruire di condizioni speciali offerte da compagnie aeree, hotel e imprese turistiche che partecipano all’iniziativa.
Il logo Brasil Now verrà veicolato nella campagna pubblicitaria di Embratur, ora in fase di divulgazione in 12 Paesi europei e su

internet. Finora il programma si è avvalso della collaborazione delle compagnie TAM e TAP e di alcune associazioni del settore, come l’ Associazione brasiliana dei villaggi turistici (ABR), il Forum degli operatori alberghieri (FOHB) e l’Associazione turismo ricettivo (BITO). Tra i segmenti su cui Embratur si sta focalizzando, si evidenziano il lusso, il turismo sostenibile e l’ecotourismo, con un’attenzione particolare per il whale watching. E cresce anche il settore MICE.

da businessportal24.com

Ecopunto Recoplastica Franchising

Franchising e rifiuti, aprire un Ecopunto per il riciclo

riciclo_ecopuntoL’idea di rendere business i rifiuti sta prendendo piede. La cosa non è nuova, i magazzini che acquistavano materiale dai robivecchi, incluso stoffe, batterie esauste e pentole rotte, erano presenti un po’ in tutta la penisola. L’idea nuova è stata rendere franchising questo genere di commercio semplice semplice: tu porti un chilo di lattine, vetro, plastica, carta o ferro in un Ecopunto è ti viene riconosciuto un pagamento variabile in base al materiale consegnato. Insomma, un sistema di incentivazione al non buttare nell’indifferenziato risorse preziose.

Il progetto di Recoplastica, dunque avanza lentamente ma inesorabilmente e cerca nuovi franchisor. Entrare in contatto con loro è semplice ed è sufficiente inviare una mail a franchising@recoplastica.com o cooperazione@recoplastica.com, mentre i requisiti richiesti sono:

  1. Il locale che ospita un negozio Ecopunto deve avere una superficie di almeno 150-200 mq, di cui 50 mq destinati alla parte commerciale ed il resto al magazzino;
  2. A parte eccezioni, la destinazione urbanistica deve essere artigianale o industriale;
  3. E’ essenziale che il posto si trovi su una strada trafficata o in una zona di passaggio per invogliare le persone a passare di lì per lasciare i propri rifiuti;
  4. Anche un parcheggio vicino aiuta ad attirare clienti, che si fermano volentieri se riescono ad appoggiare la macchina senza impazzire;
  5. Non si devono avere carichi pendenti cioè essere imputati in procedimenti penali;
  6. Essere disposti a seguire un corso di formazione che illustra il funzionamento dell’Ecopunto;
  7. Non avere preclusioni a lavorare in cooperazione.

Le spese da sostenere per l’apertura si aggirano intorno ai 10mila euro che comprendono le autorizzazioni, il corso di formazione e le royalties per il primo anno, mentre i guadagni si aggirano intorno ai 2000-2500 euro mensili.

da ECOBLOG.IT