Torino Sosushi e Manga Impact

sosushiNon poteva mancare di certo Sosushi a deliziare con i suoi raffinatissimi sapori giapponesi l’inaugurazione di ‘Manga Impact’
Sosushi festeggia i Manga a Torino e proporrà un menù d’eccezione al vernissage della mostra dedicata ai famosi fumetti giapponesi, dal 16 settembre al Museo Nazionale del Cinema di Torino

Non poteva mancare di certo Sosushi a deliziare con i suoi raffinatissimi sapori giapponesi l’inaugurazione di ‘Manga Impact’, l’affascinante esposizione dedicata alle anime giapponesi, che ha aperto le porte ieri, 16 settembre, al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Da sempre legato a prestigiosi progetti di arte e cultura, Sosushi, il brand food dedicato alla cucina giapponese, proporrà in occasione della conferenza stampa e dell’esclusiva serata inaugurale, il suo sushi dal gusto inconfondibile.

Hosomaki classici preparati con tonno, salmone e avocado, Maki vegetariani decorati con carote, cetrioli, pomodorini secchi e asparagi. NigiriMangaImpac barbecue a scelta tra pregiatissimo tonno, salmone, gambero e seppia scottati alla brace e adagiati sul riso. Deliziosi sushi di pesce e riso, avvolti nella naturale e coloratissima carta di soia come variante gustosa e creativa alla classica alga scura, renderanno ancora più singolare il vernissage di apertura.

Tanti gli ospiti prestigiosi che presenzieranno alla serata, tra autorità cittadine e partner del Festival del Cinema di Locarno che interverrano a questa ouverture in grande stile insieme ad artisti e registi giapponesi di punta, protagonisti indiscussi di questa preziosa retrospettiva sui manga per la prima volta realizzata in Europa. E non poteva che essere Sosushi a celebrare i Manga con i suoi sapori, prendendo parte a questa ricchissima esposizione che immergerà appassionati e visitatori nell’affascinante universo estetico giapponese.

Un format completamente innovativo quello di Sosushi, la catena in franchising di cucina giapponese più diffusa in Italia, che si contraddistingue per l’alta qualità degli alimenti, la cucina a vista e il design minimale delle sue location. Unico nell’avvicinare i clienti in modo giocoso a tutti gli aspetti della cultura nipponica, Sosushi offre oltre ai servizi di take away, corner, ristorante e catering con chef a domicilio, “Lune di Sushi”, il corso easy e by night per entrare nel mondo del sushi. Nella mission del brand food bianco e magenta, inoltre, il sostegno a iniziative ecologiche e solidali, come i Menù Rosa dedicati alla Komen Italia per la lotta al tumore al seno.

da NEWSFOOD.COM

GiraMondo franchising negli Usa

GiramondoGiraMondo sbarca negli States
Prossimo obiettivo il Brasile, entro la fine dell’anno

Dopo aver festeggiato quest’anno i primi 30 anni di attività, GiraMondo ha inaugurato sabato scorso a Sacramento, capitale della California con un bacino di 1.800.000 abitanti, la prima agenzia viaggi in franchising sul suolo americano.

Il primo negozio occupa uno spazio di 110 metri quadri e sorge in uno dei più famosi e frequentati centri commerciali dell’intera regione. Sono previste altre aperture negli Stati Uniti.

GiraMondo è presente con proprie agenzie viaggi in 8 nazioni inclusa l’Italia: Spagna, Stati Uniti, Perù, Bulgaria, Marocco, Croazia, Svizzera. La prossima new entry all’estero è prevista in Brasile entro la fine dell’anno.

da GUIDAVIAGGI

Caffè Illy ed iPhone

iphoneiPhone 3GS: un localizzatore per Bar Illyilly_caffe

Oramai per iPhone 3GS ed iPod Touch abbiamo visto di tutto (questo perché la professione del programmatore è un lavoro duro è serio, ma spesso certi progetti non lo sono poi così tanto), tantissime applicazioni, ma una che ci permettesse di trovare i 15 locali più vicini a noi dove poter bere il caffè Illy mai. Questo perché spesso i software per i cellulari come anche i cellulari stessi, vengono visti come un nuovo modo per fare marketing e non uno strumento utile dove far girare software interessante ed intelligente. In questa ottica si colloca il programma appena menzionato che ci permetterà di trovare in tutto il mondo i locali più vicini a noi dover poter gustare un caffè Illy.

Grazie al software avremo tre tipologie di locali rintracciabili: il primo ci permetterà di trovare un tradizionale bar Illy, il secondo di trovare i “Locali Artisti del Gusto” con la selezione dei migliori locali Illy per ambiente, offerta e servizio e per finire i “Locali Espressamente Illy” che rappresenta la catena di caffè Illy in franchising che conta ad oggi 230 locali in più di 30 paesi nel mondo. Ad ogni locale è associata una scheda che con una breve descrizione ci ragguaglierà sulla qualità del servizio ed altre utili informazioni. Una volta scelto e selezionato il locale potremo farci guidare dal programma ed arrivare a destinazione in brevissimo tempo.

da TECNOZOOM.IT

Sana 2009 il Biologico in franchising

sanaSANA 2009
Il biologico italiano
Il mercato stimato tra i 2.8 e i 3 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2009 nella gdo +7.4% in valore e 8.5% in quantità; crescita media dal 10 al 15% nel canale di vendita specializzato

Con una superficie di oltre 32 milioni di ettari, 1.200.000 aziende in 141 Paesi e un mercato del valore di oltre 46 miliardi di dollari (oltre 32 miliardi di euro), negli ultimi anni l’agricoltura biologica ha fatto registrare un sensibile sviluppo a livello mondiale con tassi di crescita media dal 10 al 20% annuo.
Nell’ultimo anno la superficie coltivata senza sostanze chimiche di sintesi è cresciuta di 1,5 milioni di ettari e le vendite, sono aumentate di circa 7,5 miliardi di dollari (5 miliardi di euro), raggiungendo un valore più che doppio di quello registrato solo nel 2000. L’Europa è il maggior mercato mondiale per i prodotti biologici (seguita a brevissima distanza dagli Stati Uniti, anche grazie al deprezzamento del dollaro); i Paesi in cui il mercato biologico è più significativo sono Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia, mentre i Paesi in cui è più elevato il consumo pro capite sono quelli alpini (Svizzera, con oltre 100 euro, in crescita dell’11% e Austria), seguiti da Danimarca (intorno ai 100 euro di spesa annua a testa) e Svezia (con un 36% nel 2008).
La “classifica” delle coltivazioni biologiche è guidata dall’Australia con 12 milioni di ettari, mentre l’Italia, con una superficie bio pari a circa 1 milione di ettari, occupa il sesto posto (dopo Australia, Argentina, Brasile, Cina e Stati Uniti) a livello mondiale e il primo a livello europeo, in un testa a testa con la Spagna e davanti a Germania e Gran Bretagna.
E’ anche al primo posto in Europa per il numero di aziende agricole che hanno scelto il metodo biologico, adottando tecniche di coltivazione moderne e rispettose dell’ambiente. Il nostro paese è poi il primo produttore al mondo di ortaggi (con otto volte la superficie a ortaggi biologici spagnola), cereali (con circa 250.000 ettari), agrumi, uva (con 38.000 ettari, il doppio della Francia) olive bio e si colloca al secondo posto per il riso biologico (dopo la Thailandia).
Sul territorio nazionale vengono coltivati numerosi altri prodotti biologici, vere e proprie eccellenze agroalimentari uniche al mondo: nel corso degli anni numerose aziende biologiche italiane hanno vinto premi prestigiosi nei concorsi internazionali dedicati a prodotti come vino, olio, formaggi.
Indirizzando una parte significativa della produzione bio all’estero, l’Italia è anche il maggior esportatore mondiale di prodotti biologici (che raggiungono gli scaffali di tutta Europa, Stati Uniti e Giappone) per un valore di circa 900 milioni di euro.
Questo costante sviluppo dell’agricoltura biologica dimostra la sempre maggiore attenzione dei produttori alla salvaguardia dell’ambiente e della salute e la crescente consapevolezza dei consumatori dell’importanza di acquistare prodotti alimentari naturali e garantiti.
Ciò nonostante però, i consumi di prodotti bio nel nostro Paese non sono all’altezza dei primati produttivi, collocandosi attorno al 3% della spesa alimentare complessiva delle famiglie italiane, contro quote che per alcune tipologie di prodotti sfiorano il 20% in altri stati europei come Svizzera, Liechtenstein, Austria, Germania e Paesi scandinavi. Il mercato del biologico italiano è stimato tra i 2.8 e i 3 miliardi di euro, con circa 1.8 miliardi di vendite al dettaglio in negozi specializzati, supermercati, vendite dirette delle aziende agricole (particolarmente per olio, vino e ortofrutta), consegne a domicilio e gruppi d’acquisto. La ristorazione scolastica vale tra i 200 e i 250 milioni di euro. Per quanto riguarda la grande distribuzione (che, pur sensibile al biologico, offre comunque una gamma limitata di prodotti), nonostante la crisi generale di consumi nei primi sei mesi del 2009 gli acquisti di prodotti bio confezionati in Italia hanno fatto registrare un incremento del 7.4% in valore e dell’8.5% in quantità rispetto al 2008, per circa 350 milioni di euro (dati Ismea/AcNielsen).
Tra i settori che hanno evidenziato gli incrementi maggiori si segnalano l’ortofrutta, le bevande e le uova (il cui consumo è aumentato di oltre il sana135% dal 2005 al 2007: nei soli supermercati i consumatori italiani ne acquistano più di 250.000 al giorno). Ma vanno bene tutte le categorie di prodotti:ogni giorno nella grande distribuzione si acquistano 15 tonnellate di yogurt e oltre 40.000 litri di latte biologici. Per ciò che concerne le diverse aree geografiche del paese, il consumo è più forte nelle regioni del Nord Ovest e del Nord Est. Il canale dei punti vendita specializzati in soli prodotti biologici (oltre un migliaio di negozi distribuiti in tutta Italia, anche se in prevalenza concentrati al nord e al centro) ha segnato performance anche superiori, facendo registrare una crescita media dal 10% (negozi indipendenti) al 15% (punti vendita affiliato in franchising).
Analogo andamento positivo per le vendite dirette degli agricoltori (sono circa 2.000 quelli che offrono direttamente al pubblico i loro prodotti in spacci aziendali e in banchi ai mercati) e per i gruppi d’acquisto. Il settore produttivo si caratterizza per dati assolutamente originali, se confrontati con la situazione generale dell’agricoltura italiana: altissima la percentuale di donne imprenditrici (25%), di giovani (il 50% ha meno di 50 anni), di scolarizzazione elevata (il 50% dei produttori bio ha il diploma, il 17% la laurea) e la propensione alle nuove tecnologie (il 52% utilizza Internet).
Da rilevare, infine, la grande diffusione dei prodotti bio nella ristorazione collettiva: in circa 750 Comuni italiani, infatti, le mense scolastiche utilizzano alimenti biologici per un totale di oltre 1 milione di pasti al giorno.

GB Studio (Gabriella Bonvini – Stefania Consigli)

da NEWSFOOD.COM

Betgames Group franchising

Betgames Group entra nel mercato delle scommesse e del poker
Betgames Group è entrato nel mercato del betting italiano con l’acquisizione della concessione n.4220 per il gioco a distanza

carteIdee chiare, voglia di emergere e grandi capacità tecniche. Questo è quanto si evince dai primi colpi messi a segno da Betgames Group, il nuovo gruppo siciliano entrato nel mercato del betting italiano con l’acquisizione della concessione n.4220 per il gioco a distanza.

“Contiamo di essere attivi con la nostra offerta già dal 1° ottobre” – ha dichiarato Armando Longo, direttore marketing della Betgames Group – “e partiremo subito con le scommesse sportive ed il poker. Successivamente arricchiremo la nostra offerta con gli altri giochi, Bingo compreso per il quale aspettiamo gli sviluppi futuri. Una delle cose di cui andiamo più fieri è certamente il fatto di essere un provider con una forza tecnologica importante che ci permette di offrire un prodotto all’avanguardia. D’altronde aver firmato ieri per la concessione ed essere atti vi dopo soli 20 giorni dà l’idea dell’agilità e della affidabilità del nostro sistema”.

“Nel nostro business” – ha aggiunto Longo ad Agicos – “c’è anche la possibilità di offrire la nostra piattaforma a tutti i concessionari che non sono soddisfatti con quella con la quale lavorano adesso ma anche ai nuovi operatori che vogliono entrare nel mercato. Contiamo anche di avere un presenza importante sul territorio grazie ai punti che apriremo in franchising. Ci tengo a sottolineare – ha concluso il direttore marketing della Betgames Group – che non siamo dei neofiti, ma abbiamo alle spalle una famiglia di imprenditori che da oltre 50 anni lavora con ottimo risultati nel settore del gioco”.

da AFFARI ITALIANI