Gherardini franchising moda in Arabia Saudita

Gherardini apre la prima boutique in Arabia Saudita.

gherardini_logoAffiancando l’Italia ed il Giappone, il Middle East entra ora nei mercati in cui Gherardini intende affermare direttamente le sue consolidate valenze di qualità, artigianalità ed eccellenza.

Apre infatti nella capitale saudita Riyadh il primo flagship store in franchising Gherardini di tutto il Medio Oriente.

La location è di assoluto prestigio. Lo store è collocato nel lussuoso Centria Mall, aperto nel 2006 all’intersezione delle due principali vie di Riyahd dedicate al luxury shopping, la Olaya Street e la Prince Mohammad bin Abdulaziz Road, più comunemente conosciuta come Tahliya Street.

La Boutique si estende su una superficie di 120 metri quadri -  connotati dalla consueta, sofisticata linearità nella concezione degli spazi e degli elementi di arredo – e rappresenta il primo risultato di un accordo di franchising con il gruppo saudita Kazamoda, con il quale è già programmata l’apertura di un secondo store monomarca a Jeddah, l’altra metropoli saudita dalla vocazione cosmopolita ed internazionale.

E’ destinata a seguire nel prossimo futuro una terza apertura a Dubai per il brand toscano, che pone così le basi per un veloce sviluppo nel medio oriente. 

L’approccio ai mercati del Middle East attesta come il piano di rilancio, avviato nel 2007 con l’acquisizione del marchio del lusso nato nel 1885 da parte di Braccialini,  stia portando a risultati di notevole spessore: oltre ai punti vendita monogriffe di Firenze, Milano e Roma e a quelli in apertura in Medio Oriente, Gherardini è rappresentato a livello mondiale in oltre 300 selezionatissimi punti vendita multimarca.

In parallelo, il bilancio 2008 ha raggiunto quota 18 milioni di Euro. Elemento fondamentale  e decisivo del rilancio del marchio è il “Progetto Archivio” che punta al recupero e all’attualizzazione di modelli storici dello storico brand, tra cui le mitiche “Bellona” e “Dodicidodici”. 

“A due anni dall’acquisizione di Dadorosa srl, licenziatario mondiale del marchio Gherardini“ afferma Lorenzo Braccialini, Amministratore Delegato di Dadorosa srl “siamo pronti a dare nuovo slancio al brand con l’ingresso in importanti mercati dove fino ad oggi Gherardini non era presente. Mi riferisco in primo luogo ai Paesi del Golfo Persico ma anche ad altre aree dell’Asia dove l’interesse per il nostro marchio cresce di anno in anno”

da SFILATE.IT

Risultato trimestrale negativo per Gabetti

Gabetti ha chiuso il primo semestre con un risultato netto consolidato negativo di 11,3 milioni di Euro, rispetto a quello del 30 giugno 2008 pari a -0,1 milioni di Euro.

gabettiTale risultato includeva l’effetto straordinario di 12,7 milioni di Euro (al netto dell’effetto fiscale) relativo alla plusvalenza derivante dall’operazione di aggregazione con UBH nel settore del franchising immobiliare e della mediazione creditizia. Normalizzando il risultato netto del 2008 da tale effetto, si evidenzia un miglioramento del 12% (perdita di Euro 12,8 milioni al 30 giugno 2008 ridotta ad una perdita di Euro 11,3 milioni del primo semestre del 2009), a conferma di quanto previsto nel piano industriale del Gruppo Gabetti nonostante la presenza di un mercato ancora in forte contrazione.

Inoltre, il risultato del primo semestre del 2009 include anche costi non ripetibili connessi al processo di ristrutturazione dei debiti per circa 1,2 milioni di Euro.

Al 30 giugno 2009 il margine operativo lordo del Gruppo risulta pari a -3,4 milioni di Euro, evidenziando un netto miglioramento pari al 43% rispetto a quello dello stesso periodo dell’esercizio precedente pari a -5,9 milioni di Euro. Tale risultato è frutto di un primo positivo effetto derivante dal processo di ristrutturazione avviato dal Gruppo nella seconda metà del 2008, tuttora in corso di implementazione.
L’indebitamento finanziario netto consolidato del Gruppo al 30 giugno 2009, pari a 235,5 milioni di Euro (di cui 72,4 milioni a medio/lungo termine), si incrementa di 4,9 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2008.

da LA REPUBBLICA

Capelli Belli franchising

Capelli Belli Negozi in Franchising. Natura e Bellezza servita con professionalità ed assistenza
Capelli Belli sono negozi in Franchising specializzati in prodotti NATURALI per capelli e per la cute orientato solo ed esclusivamente al CLIENTE FINALE, quel vasto pubblico fatto di DONNE e UOMINI di ogni età che non sa dove rivolgersi per trovare consulenza e competenza in materia, unitamente ad un prodotto di grande qualità formulato in laboratori specializzati nella cosmesi naturale.

capelli-belliI punti vendita Capelli Belli sono negozi creati per te, per darti prodotti naturali che rispettino il tuo equilibrio e ti facciano sentire i capelli davvero puliti.
Ma non solo… pensiamo anche alla bellezza del tuo corpo: Offriamo i gioielli da corpo, e le cerette con le migliori resine. E presto inseriremo la nuova e naturalissima linea corpo all’olio di argan.
Finalmente è nato un negozio specializzato in prodotti per capelli e per la cute orientato solo ed esclusivamente al CLIENTE FINALE, quel vasto pubblico fatto di DONNE e UOMINI di ogni età che non sa dove rivolgersi per trovare consulenza e competenza in materia, unitamente ad un prodotto di grande qualità formulato in laboratori specializzati nella cosmesi naturale.
L’evolversi del mercato e l’orientamento alla soddisfazione totale dei bisogni del cliente ha fatto nascere e crescere l’esigenza di questo Nuovo Servizio.

La formula “Capelli belli” si è rivelata subito Vincente!, perché Capelli Belli significa:
a) Fare informazione sui capelli consigliando il giusto prodotto al giusto prezzo.
b) Educare il cliente a conoscere, rispettare ed abbellire i propri capelli.
c) Fornire gli strumenti per curarli e trattarli nella tranquillità della propria casa.

La formula commerciale prevede l’apertura di negozi di 25/30 mq. nei centri storici o nei punti di grande flusso in città che abbiano un bacino di utenza di almeno 25/30 mila abitanti.

Ai nostri franchisee offriamo:
- Investimento ridotto al minimo
- Progettazione e allestimento locale
- Assistenza all’avviamento
- Assortimento merce
- Attrezzature e accessori
- Formazione del personale addetto
- Trasferimento di know-how specializzato
- La ricerca dei migliori prodotti
- Marchio di grande impatto e comunicazione
- Assistenza continua

L’investimento richiest oscilla tra 35.000 € e 45.000 € (iva esclusa), con la formula TUTTO INCLUSO. Infatti non ci sono elementi extra o capelli-belli1aggiuntivi, il prezzo comprende: arredi, pavimentazione, attrezzature software, registratore di cassa, illuminazione, merce prima fornitura, formazione, pubblicità e studio strategie.
E’ previsto un regolare contratto di Franchising di 5 anni, rinnovabili e non sono richieste Royalties. Non ci sono pre-requisititi particolari per diventare un’affiliato Capelli Belli, salvo la passione per i Capelli, la capacità imprenditoriale e la volonta di cogliere l’opportunità di trasformare una passione in un Business.

da INFORMAZIONE.IT

Videogame Halo diventa oav

Halo diventa una serie a cartoni animati

di Antonio Dini

haloHalo, la serie di videogiochi che prima di salvare la Xbox, emise i suoi iniziali vagiti ad un Macworld, sbarca in televisione. Verranno realizzati dei “brevi” direttamente per il mercato casalingo, che in Giappone viene chiamato OAV (Original Anime Video). A realizzarlo, i registi di “classici” come Appleseed e Ghost in the Shell.
Quando uscì il trailer di Halo 3, in cui lo Spartan Master Chief si mette il caso e parte all’attacco degli alieni, era evidente a tutti. Lui e gli altri personaggi della serie di videogiochi Halo erano perfetti per una versione animata. In computer grafica o con il disegno tradizionale non importa: quando c’è un personaggio, lo si vede.
E lo sforzo dei Bungie Studios, ben conosciuti dagli amanti del Mac (per la nostra piattaforma avevano realizzato le serie Myth e prima ancora Marathon, senza contare la breve apparizione di Oni e il fatto che il primo episodio di Halo venne presentato in anteprima durante un Macworld a New York) era proprio in quella direzione. Creare dei personaggi per dare un’anima al gioco. Talmente ben riuscito che il primo Halo, uscito nel 2000 per la prima Xbox, divenne un successo capace di creare la prima kill app di quella piattaforma, sostanzialmente salvandola.
Adesso, dopo sei titoli per varie piattaforme, arriva il momento di portare il franchising verso altri lidi. E Halo potrebbe davvero dire molto nel mondo del cartone animato. Tanto che per realizzarlo Microsoft, proprietaria dal 2000 della Bungie, si è alleata con una serie di pezzi da novanta del mercato video, a partire dalla Warner Home Video, che si occuperà del coordinamento della produzione e soprattutto della distribuzione.
Come formula editoriale è stata infatti scelta quella degli OAV; sulla falsariga del mercato del cartone nipponico che da tempo produce halo1inediti direttamente per il mercato casalingo. Tendenza negli ultimi cinque o sei anni seguita anche dalla fantascienza televisiva statunitense, che alterna alle serie uno o due Dvd originali, come è accaduto con Stargate SG1 e Battlestar Galactica.
La produzione dei video, che sono stati annunciati allo scorso Comic-Con, affidata anche a 343 Industries, vede una serie di firme notevoli nel progetto: da Shinji Aramaki, regista dei film di Appleseed, a Mamoru Oshii, regista del primo film di Ghost in the Shell, nel ruolo di direttori creativi. Contribuirà al lavoro finale anche Joseph Chou di J-Spec Pictures.
Tra gli studios coinvolti direttamente per la realizzazione dei video ci saranno Bones Inc (Cowboy Bebop, Fullmetal Alchemist, Soword of the Stranger ed Eureka Seven); Casio Enternainment, noto soprattutto per gli effetti di computer grafica e che lavora con tutti i principali studios nipponici; Production I.G. che ha realizzato Ghost in the Shell, Jin-Roh e Blood: the last vampire. Ancora, Studio4′C (Animatrix e Batman Gotham Knight) e la Toei Animation per il coordinamento generale.
Anche la distribuzione sarà innovativa, perché a parte il Dvd verranno realizzati degli episodi distribuiti attraverso Xbox live, utilizzando un sotto-portale chiamato Halo Waypoint. La serie si chiamerà Halo Legends e toccherà varie fasi della vita e storia precedente e successiva del videogioco. Per l’Italia non ci sono date certe, il debutto negli Usa sarà sicuramente per questo autunno.

da MACITYNET.COM

Negozi storici sostituiti da franchising

“Sempre più franchising in centro. 
Catene e lucchetti ai negozi storici”
Sempre più locali sgombri e cartelli “AffitTasi” e “Vendesi”. Manichini smontati, luci spente e nessun abito appeso: insomma, una città fantasma… L’Ascom: “Il problema non è solo il numero di negozi che chiudono, ma la qualità”

Reggio Emilia, 6 agosto 2009. CATENE E LUCCHETTI alle porte dei negozi.

reggio_emiliaFacendo una passeggiata tra le vie del centro storico, sono sempre di più, i locali impietosamente sgombri. Li intravedi tra i ritagli dei cartelloni strappati appiccicati sui vetri. Altri non li hanno neppure messi. Sotto gli occhi di tutti, i manichini smontati e accatastati in un angolo, le luci spente e nessun abito appeso. A comporre un altro tassellino del puzzle della ‘città fantasma’.

CHIUDONO I NEGOZI, e non sempre a fine anno, come accade solitamente per ragioni di ‘cassa’. Ora le serrate arrivano anche in piena estate. I conti non tornano, i clienti sono sempre più esigenti e oculati, preferiscono spendere meno in cose futili e investire qualcosa in più sulla qualità. Catene ‘in franchising’ che inaugurano e chiudono i battenti nel giro di un anno. I dati del 2008 davano un saldo positivo: 23 esercizi commerciali in più erano stati inaugurati nel Comune di Reggio. I numeri del 2009, non ancora forniti dall’amministrazione comunale, non potranno però essere così rosei.

LE MOTIVAZIONI? «Non c’è solo la crisi — spiega Paolo Ferraboschi, membro del comitato di presidenza Ascom —, hanno contribuito a questo ‘svuotamento’ anche i provvedimenti sul centro storico e la concorrenza della grande distribuzione che complessivamente, nella nostra città, sta crescendo. Per quanto riguarda il centro non sono ancora stati risolti i grandi nodi della accessibilità».

Il punto di vista dei commercianti, viene interpretato da Alessandro Grande, vice direttore di Ascom.

Molti negozi del centro storico stanno abbassando la saracinesca, quali sono le conseguenze? «Il problema non sta solamente nel numero dei negozi che chiudono. Ma sulla loro qualità. Se cessa un’attività che sta in piedi da vent’anni e viene sostituita da un esercizio ‘in franchising’, la situazione per la città è molto diversa».

Cosa può cambiare? «L’indice di novità. Cambia la ‘faccia’ dei nostri centri storici. La loro personalità. Se ogni ‘salotto buono’ delle città dell’Emilia diventa uguale a se stesso, se i negozi e i marchi che possiamo trovare a Reggio sono gli stessi di qualsiasi altra città del globo e di Tokyo, ad esempio, dove sta il valore aggiunto?».

A cosa bisogna stare più attenti dunque? «C’è da guardare chi chiude nel contesto reggiano e da chi viene sostituito. Se un negozio aveva un certo tipo di tradizione e di storia e viene rimpiazzato da un marchio di livello medio-basso, non ci si può stupire poi dello scarso ‘appeal’ che ha il Comune di Reggio rispetto alla Provincia».

Quanti negozi hanno chiuso dall’inizio del 2009? «Purtroppo è un dato che non abbiamo sotto controllo. Solo il Comune sa quante attività hanno cessato, quante hanno aperto e di che tipologia. Loro hanno il polso della situazione. Quello che sappiamo è che nel Comune di Reggio ci sono circa 850 attività commerciali in tutto».

Oltre alle reali serrate, un altro dato all’armante è quello dell’intenzione a chiudere dei commercianti. «Infatti. Di solito questi intenti si misurano da novembre in avanti. Ma non nascondo ci siano negozianti disposti anche a ‘svendere’ la propria attività se gli venisse fatta una proposta. Quelle offerte che di solito si rifiutano a occhi chiusi, oggi potrebbero essere accettate».
Per il futuro? «Diciamo che le prospettive di fine anno non sono particolarmente gioiose».

di BENEDETTA SALSI

da IL RESTO DEL CARLINO