Archive for July, 2009

Globalizzazione e crisi franchising


globalizzazioneLa si direbbe la fase di riflusso della globalizzazione. Prima i cantori del libero mercato planetario mostravano le infinite potenzialità di nuovi sbocchi per i prodotti italiani; i vantaggi per un territorio come il nostro (quello toscano e senese in particolare) che aveva una “marca”, un brand (direbbero i comunicatori) molto forti e di qualità; infine, le occasioni occupazionali che si sarebbero aperte con questi scenari sempre in progressivo aumento. Purtroppo le cose stanno andando in tutt’altro modo.

Complice una crisi che, quella sì è globale, e paesi emergenti e capaci di concorrenza, oggi i nostri prodotti rimangono invenduti. I vini sono parcheggiati nelle cantine, i camper ugualmente ma nei piazzali, le terrecotte bruciano al sole e i cristalli non brillano più nelle vetrine. E di conseguenza, gli stagionali in agricoltura non vengono confermati, e per gli altri lavoratori stanno arrivando lettere di mobilità e cassa integrazione. Nelle migliori delle ipotesi.

Non va meglio agli occupati del benessere. E’ di oggi la notizia che Bottega Verde, una delle marchi più conosciuti e diffusi in franchising di creme e altri prodotti di bellezza, a Pienza (Siena) manda a casa 24 tra donne e ragazze. Le sostituisce con un call center, più economico, in Romania
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Peccato che, anzichè sostituire l’immagine dell’azienda con il castello del conte Vlad mantenga i famosi cipressini della Valdorcia. Cipressini che ormai sono patrimonio a disposizione di chiunque, in qualunque parte del mondo, voglia trasmettere un’immagine di qualità e ambiente pulito. Come accadde qualche tempo fa con la Monsanto (multinazionale dell’agroindiustria e degli Ogm) che li utilizzò nella sua Home Page. Per fortuna, in quel caso, l’allora sindaco di San Quirico, Marileno Franci, fu molto fermo e riuscì a farli togliere.

Dunque, gli effetti della globalizzazione ormai sono chiari. Le immagini del nostro territorio sono diventate globali e alla portata e sfruttamento di tutti. Ma i benefici sono andati, e stanno andando, da qualche altra parte. Davvero non si può fare niente? Non sarebbe il caso che le istituzioni, la Regione Toscana in primis, inizino a fare qualcosa? Ad esempio a riprendere in mano quella legge, mi pare promossa dall’allora assessore all’agricoltura Moreno Periccioli, che vietava un uso indiscriminato dei nostri paesaggi? Sicuramente è piccola cosa rispetto ai gravi e impellenti problemi di disoccupazione che molti lavoratori senesi stanno soffrendo in queste settimane. E, tuttavia, potrà permettere di avere ancora quel patrimonio immateriale e di marca che è il valore aggiunto del nostro territorio e che deve essere a disposizione delle aziende che qui investono, producono e danno lavoro, anche e soprattutto per quando la situazione economica ripartirà.

Michele Taddei

da IMPRESS.IT

Indagine Re/Max vacanze italiane


remaxCresce il numero degli italiani che sceglie di trascorrere le vacanze estive in una casa in affitto, opta per un periodo più brevi e per località vicine a quella di residenza.

A misurare l’impatto della crisi sul settore turistico è uno studio di Re/Max Italia (controllata italiana di Re/Max International, uno dei maggiori network internazionale di franchising immobiliare presente in 70 Paesi nel mondo) secondo cui in cima alla classifica delle preferenze degli italiani ci sono ancora le mete balneari (prescelte da oltre il 90% del portafoglio clienti interessati alla locazione di Re/Max Italia).

A sostenere il segmento delle locazioni è soprattutto l’avvenuta discesa dei canoni d’affitto (meno 6% rispetto al 2008); una tendenza che in alcune aree del Paese potrebbe proseguire nei prossimi sei mesi sebbene l’attesa sia per una sostanziale stabilizzazione. La tipologia di abitazione più richiesta è invece quella tra i 50 e 80 mq: i più ambiti sono i bilocali, meglio se vicini alla spiaggia e con posto auto, segno che non si rinuncia alle comodità.

Come detto la durata della vacanza si è inoltre in molti casi ridotta a due settimane e a eleggere le vacanze in affitto sono non solo le famiglie con figli ma anche professionisti e dirigenti d’azienda.

Quanto alla regione, molti continuano a puntare sulla Sardegna, soprattutto la costa a sud con Santa Margherita di Pula e Villasimius. Amate anche l’Isola d’Elba e la Riviera Adriatica.

da IL GIORNALE

Il franchising del miele


Per ogni territorio c’è un miele da scoprire all’insegna della storia e della cultura

citta_del_mieleBasta lasciarsi guidare dalle oltre 40 varietà del miele italiano e scegliere tra una località di mare o di montagna, le città d’arte o la natura incontaminata.  In linea con le ultime tendenze del turismo enogastronomico, le Città del Miele del Belpaese, l’associazione che riunisce 42 Comuni, 3 Comunità montane, una Provincia e un Parco regionale, che dalla Valle d’Aosta alla Sicilia offrono una produzione d’eccellenza e territori di grande rilievo storico, ambientale e culturale, rappresentano una meta perfetta per tutte le stagioni. Infatti, non tutti sanno che l’Italia è l’unico Paese al mondo ad offrire un assortimento eccezionale per qualità e quantità, grazie a oltre 40 diverse tipologie di miele monoflora e multiflora, la maggior parte delle quali uniche proprio per la loro identità territoriale esclusiva.

“Le Città del Miele – ha affermato il presidente Dino Robaldo – rappresentano un percorso turistico unico nel loro genere, dove la qualità della vita è certificata dalle api, la cui presenza testimonia la mission delle stesse Città, che è quella di conservare e tutelare la natura, il paesaggio, la storia e le tradizioni culinarie, e non solo, che caratterizzano la ricca offerta dei singoli territori, tutta da provare e da scoprire”.

Per ogni territorio esiste un miele da scoprire o riscoprire, un percorso unico ed originale ogni volta, mai uguale a sé stesso, una vera e propria mappa degli alveari, ricca di itinerari nella natura in sentieri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo, percorsi all’insegna della storia e della cultura attraverso borghi, pievi e castelli sparsi nel territorio, passeggiate per ville e giardini, piacevoli soggiorni termali, soste nei parchi e nelle oasi naturalistiche ed escursioni lungo fiumi o sulle coste. Nascono cosi’ percorsi alternativi su misura alla volta del miele preferito tra quelli piu’ conosciuti o da veri e propri intenditori: dal castagno al millefiori di alta montagna, dal rododendro all’acacia, dal tarassaco fino al tiglio, ciliegio, melata di bosco e robinia pseudoacacia delle Citta’ del Miele del Piemonte, o le varieta’ di acacia, castagno e millefiori oltre alla lupinella, erica e melata di metcalfa della Liguria e tanti altri.

“Le Città del Miele – ha aggiunto Robaldo – dal Piemonte alle grandi isole attraverso tutta la penisola italiana, sostengono ecitta_del_miele1 promuovono un’insieme di azioni ed eventi divenuti nel tempo strumenti di supporto promozionale al mondo dell’apicoltura». In particolare le Città del Miele, che riuniscono idealmente una popolazione di quasi un milione di abitanti, danno vita ogni anno ad oltre 25 manifestazioni di settore, con un investimento complessivo in promozione dei mieli italiani che supera il mezzo milione di euro”.

Alle iniziative promosse dalle singole Città del Miele, con una ricca agenda di “appuntamenti con il miele” lungo tutto il Belpaese, si affianca un’attività collettiva la cui mission è quella di promuovere i territori dei mieli italiani, attivando così una nuova offerta di “turismo del miele”: dalla Guida delle Città del Miele, vera e propria mappa degli alveari italiani, all’originale progetto “MielotecaItaliana”, ideale franchising istituzionale dedicato ai mieli italiani, attivato in collaborazione con apicoltori e cooperative di giovani presenti sui singoli territori (da Montezemolo a Matelica, da Chatillon a Calice al Cornoviglio fino a Aulla).

da IMPRESAMIA.IT e TROVANOTIZIE.COM

Crescita in franchising per Una Hotels


unahotelsTre nuovi accordi di franchising per Una Hotels & Resorts, che portano a dieci il numero delle strutture già esistenti o in fase di realizzazione che hanno scelto di entrare nel gruppo, che raggiunge così i 31 alberghi in Italia.

«Questi accordi di affiliazione in franchising rappresentano un passo importante nel raggiungimento del nostro ambizioso obiettivo di mille camere in franchising per il 2009. Affiliarsi ad Una Hotels & Resorts significa condividere un progetto, ossia rappresentare e valorizzare l’ospitalità italiana» ha dichiarato Daniele Giovenali, direttore sviluppo del gruppo.

Le nuove strutture sono situate a Modena Baggiovara (96 camere, termine lavori previsto per marzo 2010); a Bomporto (sempre nel modenese, con 62 camere); infine a Benevento (80 camere).

da TRAVEL QUOTIDIANO

Intervista Salmoiraghi & Viganò


salmoiraghi_viganoUna bella storia italiana: così si può definire il cammino di un’azienda presente da oltre 150 anni sul mercato italiano dell’ottica. Un settore particolare, caratterizzato da una duplice offerta e da una clientela trasversale. Ed è proprio questo il segreto del successo della catena che, come spiega a DM il direttore marketing Gianni Cossar, ha saputo trovare un punto di incontro originale e funzionale tra il  mondo del benessere visivo e quello fashion delle grandi griffe.

Innanzitutto, il mercato in cui operate ha risentito della crisi economica che ha colpito quasi tutti i settori, causando una contrazione degli acquisti?
Salmoiraghi & Viganò opera da sempre in due mercati completamente diversi. Il primo è il mondo della vista, definibile come “semimedicale”, costituito da occhiali da vista e lenti a contatto, ovvero prodotti soggetti a ricetta medica. Qui l’atteggiamento del consumatore è abbastanza costante, trattandosi di prodotti atti a soddisfare un bisogno primario. Il mercato degli occhiali da vista tiene, anche se non cresce mentre sono le lenti a contatto a registrare un vero e proprio boom, agendo da traino per tutto il comparto del benessere visivo. Probabilmente, in un momento di crisi, il consumatore è più attento a ciò che spende e preferisce un acquisto meno oneroso rispetto a un paio di occhiali. Parallelamente a questo, che resta il core business, c’è il settore degli occhiali da sole, fortemente legato al mondo della moda e attualmente in una fase di stasi, soprattutto per quanto riguarda le grandi firme del lusso. Ciò si riflette in una contrazione delle vendite di occhiali da sole: anche il consumatore che di abitudine cambiava modello ogni anno, oggi rinuncia all’acquisto.

Come riuscite a conciliare dal punto di vista strategico due mondi così diversi?

Il nostro obiettivo primario è assicurare che il cliente continui a vedere Salmoiraghi & Vigano come punto di riferimento nel mondo dell’ottica. Con una clientela trasversale come la nostra, e per accontentare le più svariate richieste, i nostri punti vendita sono concepiti come snodo tra un approccio medicale e uno “glamour”. Da una parte, il consumatore è oggi più esigente e acquista i prodotti che realmente gli servono e che quindi bisogna saper offrire in maniera precisa e chiara. Per rispondere a questo trend di razionalizzazione degli acquisti, stiamo allargando il nostro concept da semplice catena di ottica a centri cha agiscono a 360 gradi nel campo del benessere visivo, per divenire una vera spa degli occhi. Questo significa non soltanto vendere i prodotti, ma supportare il cliente in tutte le fasi di cura della vista, con prodotti e servizi supplementari, sia pre che post vendita. Contemporaneamente, il consumatore si trova continuamente esposto a messaggi di comunicazione di tutti i tipi e per catturare la sua attenzione è necessario offrire qualcosa di diverso, che lo sappia colpire. Oggi per un brand la priorità è “parlare” in modo diverso al cliente e instaurare con lui un rapporto esclusivo e speciale: una delle modalità che sembra riscuotere i maggiori consensi è la creazione di “extra occasion”, occasioni di acquisto originali e in grado di cogliere di sorpresa. È quindi nostra intenzione arricchire la shopping experience con eventi particolari che trasformino i negozi Salmoiraghi & Vigano in un punto di riferimento rispetto alle altre catene di ottica.

La stessa attenzione al servizio caratterizza anche il segmento degli occhiali da sole?

È a maggior ragione in questo periodo di crisi che vogliamo fornire e divulgare informazione sul perché indossare gli occhiali da sole. Andando oltre la valenza estetica, il nostro scopo è spiegare il concetto di protezione, dal momento che in Italia ci sono scarsa educazione e conoscenza sulla pericolosità dei raggi Uv. Abbiamo dunque deciso di modificare la modalità di esposizione dei prodotti, attualmente suddivisi per “stili di vita” e dunque legati al concetto di moda, aggiungendo una valenza di natura più tecnica e classificandoli a seconda delle performance e della tecnologia delle lenti. Ovviamente, in un segmento così legato al mondo del fashion, dobbiamo anche essere al passo coi tempi e organizzare delle attività che ci supportino nel breve periodo. Allo steso tempo, per distinguerci dalla concorrenza, ecco che nascono gli accordi con Tommy Hilfiger e Oakley: le collezioni disegnate in esclusiva per Salmoiraghi & Viganò. Anche per il futuro stiamo pensando a linee uniche realizzate da artisti emergenti o già affermati, che disegneranno solo per noi delle mini-collezioni ad altissimo valore artistico, che presenteremo in limitati punti vendita e in una maniera originale.

Quindi quali sono le principali novità in vista per il prossimo autunno?
La prima e più importante coinvolge il flagship store di Piazza San Babila, a Milano, che chiude a breve per riaprire a ottobre completamente rinnovato e ampliato. I cambiamenti non coinvolgono soltanto l’estetica, ma il negozio offrirà anche molti servizi aggiuntivi e al suo interno verranno organizzati eventi di vario tipo, in particolare sul tema del benessere visivo supportati dalla partecipazione di esperti del settore. A inizio ottobre partirà anche il nuovo programma-fedeltà caratterizzato da un meccanismo diverso, non più basato sul semplice accumulo dei punti e relativi sconti. Si tratterà di una vera e propria carta personale dei servizi, tramite la quale il cliente verrà seguito personalmente con visite oculistiche e check-up degli occhiali, ma anche informato in anteprima sui nuovi modelli e invitato agli eventi esclusivi. Su quest’ultimo punto abbiamo in cantiere una serie di idee: dopo il successo dei corsi serali di astronomia, organizzati pochi mesi fa in collaborazione con alcune associazioni, per l’anno prossimo stiamo pensando a un pacchetto per i bambini delle scuole per parlare con loro di cultura della prevenzione. Inoltre, sempre nell’ottica di instaurare un vero e proprio dialogo con il cliente, abbiamo intenzione di rinnovare il sito internet che diventerà una piattaforma multimediale e interattiva sul modello dei blog, con l’arricchimento di contenuti e informazioni utili.

Avete in programma anche un’espansione della rete di vendita?
Il gruppo, formato da tre insegne, conta oggi 500 punti vendita su tutto il territorio italiano. Oltre all’ammiraglia salmoiraghi_vigano1Salmoiraghi & Viganò, con 326 store di cui 241 diretti e 85 in franchising, troviamo VistaSì, con un posizionamento verso il segmento medio, e Spacciocchiali, presente soprattutto nel Triveneto con la logica dello spaccio. I nostri sforzi maggiori si concentrano su Salmoiraghi & Viganò che, dopo due anni di forte espansione, segue ora una logica di maggiore prudenza nelle nuove aperture. Entro il 2010 prevediamo comunque 20 inaugurazioni, tra dirette e in franchising, e poi vogliamo potenziare gli store di prossimità posti in zone periferiche, essendo già fortissimi nei centri urbani e nei centri commerciali. L’anno scorso abbiamo consolidato la presenza in Sicilia, acquisendo 20 punti vendita della società Angiolucci e tra poco apre un nuovo negozio ad Alessandria. Non ci sono aree scoperte, la nostra crescita è stata organica e omogenea. A livello di fatturato, abbiamo chiuso il 2008 con 180 milioni di euro, e prevediamo per quest’anno di raggiungere quota 190 milioni.

Olimpia Ogliari

da DISTRIBUZIONEMODERNA.INFO

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