Dati affitti vacanze Re/Max franchising

vacanzeCinque terre e riviera di Levante, Puglia, costiera amalfitana e Sicilia. Ma anche riviera del Conero, nelle Marche, e Versilia: sono le località di vacanza italiane che, per quest’estate, sembrano immuni alla crisi economica che sta facendo sentire i sui effetti negativi anche sul turismo (Federalberghi stima un calo del 15% del giro d’affari, mentre secondo l’Osservatorio di Milano i vacanzieri caleranno del 10%). In controtendenza con i dati nazionali, stanno infatti registrando un incremento di prenotazioni rispetto all’anno scorso. Incremento che però non coincide con un aumento del fatturato viste le numerose offerte al ribasso per invogliare i clienti e la tendenza sempre più frequente verso soggiorni nelle case in affitto e in agriturismo, soluzioni in generale più economiche di un soggiorno in hotel o villaggio. Parola di tour operator, albergatori ed enti turistici locali.

Secondo l’osservatorio di Expedia, grazie a perle come Sestri Levante, Chiavari o le Cinque Terre, la riviera del Levante si posiziona tra le mete nostrane più ambite con un boom di prenotazioni del +117% seguita da Puglia, che cresce del 99%, Napoli e costiera amalfitana (+51%) e Sicilia (+28%). «La crisi – commentano da Expedia – sembra spingere molti italiani a scegliere una vacanza tricolore nel tentativo ad esempio di risparmiare sugli spostamenti e di muoversi verso mete relativamente vicine». Ma anche «blasonate» come Andrea Giannetti, presidente di Assotravel definisce Taormina, Forte dei Marmi, il Cilento, il Conero, Capri, Ischia e Porto Cervo «che – commenta – nonostante il calo generalizzato, andranno bene, anche se la durata del soggiorni si accorcia con un conseguente calo dei ricavi».

A conferma arrivano anche le rilevazioni di Lastminute.com. «Le nostre destinazioni top – spiega Stefano Ravani, sales & product director – sono Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria e Campania. Le prenotazioni crescono del 20% rispetto all’estate scorsa con un picco particolare per Sardegna e Puglia che superano il +30%. Il fatturato rimane costante, anche se lo scontrino medio si è abbassato: cresce il numero di chi acquista online, ma spendendo meno. Abbiamo anche lanciato molte promozioni per venire incontro ai clienti in questo periodo di effettiva difficoltà economica».

Alpitour rileva un aumento del 15% dell’Italia come meta turistica soprattutto in Sicilia e Sardegna. Mentre le preferenze dei clienti del gruppo Ventaglio per l’Italia si orientano su Sardegna, Calabria, Sicilia e Puglia, come spiega il direttore commerciale Luca Battifora. «In generale – dice – si nota maggiore attenzione nell’acquisto della vacanza, in particolare per chi ha rigide esigenze di budget come le famiglie per le quali abbiamo incrementato l’attività promozionale con prezzi decisamente competitivi».

Villaggi turistici a parte, la vacanza più di tendenza di quest’estate è in casa o in agriturismo. «La stagione – affermaremax Angelo Berlangieri, direttore generale dell’Agenzia di promozione turistica In Liguria – è iniziata molto meglio rispetto alle previsioni di inizio anno e speriamo di migliorare con luglio e agosto per chiudere in linea con l’anno scorso. Molto richieste sono le Cinque terre. Più che gli alberghi contano le seconde case con un peso di quasi 3 volte superiore al numero di posti occupati negli hotel». Il franchising immobiliare ReMax parla per quest’anno di un vero e proprio boom per gli affitti nelle località turistiche in Italia soprattutto in Sardegna, isola d’Elba e riviera adriatica. Genovesi e milanesi puntano alla riviera di Levante, soprattutto nella zona delle Cinque Terre. I milanesi scelgono anche la Puglia, in particolare il Salento mentre i napoletani e i romani si rifugiano nella costiera amalfitana e i siciliani riscoprono Cefalù.

Se non si sceglie la casa si va in agriturismo, dalle cascine sulle colline toscane alle masserie pugliesi. «Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo registrato una crescita di arrivi del 10% che si dovrebbe confermare anche per l’estate, soprattutto ad agosto – spiega Stefania Mandurino, commissaria dell’Azienda di promozione turistica di Lecce

di Marika Gervasio

da IL SOLE 24 ORE

La Spezia centro storico si cambia

Nuove regole per i negozi del centro. Potranno riorganizzare e ampliare le superfici di vendita fino ad un massimo di 600 metri, misura introdotta per favorire la crescita del settore. Sarà inoltre istituito un registro per le botteghe storiche nel quale saranno inseriti locali  e negozi con più di 50 anni di attività

la_speziaGrosse novità in arrivo per i titolari degli esercizi commerciali del centro storico. Le nuove regole introdotte dal piano varato dalla giunta Federici parlano chiaro: i negozianti della zona compresa tra il viale Ferrari e l’ospedale Sant’Andrea, eccezion fatta per il comparto alimentare, potranno contare su uno strumento normativo che consentirà loro di riorganizzare e ampliare le superfici di vendita fino a un massimo di 600 metri quadrati. Una misura introdotta per favorire la crescita dimensionale in un settore fino ad oggi penalizzato dalla presenza di un vincolo che obbligava i titolari di esercizi commerciali con superficie di vendita superiore ai 150 metri quadrati al rispetto di specifiche norme urbanistiche, in primis quella legata al carico di parcheggi.

“Si tratta di un’opportunità pensata per rendere più attrattiva l’offerta commerciale – ha precisato l’assessore alle attività produttive Salvatore Arena – e per consentire ai negozianti del centro storico di reggere la concorrenza della grande distribuzione, anche in previsione dell’apertura del nuovo centro commerciale nell’area ex Ip”.

La possibilità di ampliare la superficie di vendita delle attività commerciali spianerebbe la strada all’insediamento di marchi importanti e catene in franchising. Ma il piano del commercio varato dall’amministrazione, già passato al vaglio di associazioni di categoria, commissioni e circoscrizioni, e pronto a sbarcare in consiglio, prevede anche importanti misure a sostegno degli esercizi tradizionali, come l’istituzione di un apposito registro per le botteghe storiche: un elenco nel quale potranno essere inseriti locali e negozi con più di 50 anni di attività alle spalle (indipendentemente dagli eventuali cambi di gestione) e i cui arredi rispecchino una particolare attenzione alla storia del commercio locale. “Le nuove regole – ha infatti sottolineato il sindaco Massimo Federici – vogliono tenere insieme le esigenze di modernizzazione, essenziali in un momento come questo di generale crisi dei consumi, con le istanze della conservazione”.

La filosofia del piano ruota attorno al tema della cultura di impresa, con particolare riguardo al rapporto tra amministrazione e operatori del settore. In quest’ottica vengono introdotte procedure più snelle e garanzie nei tempi. Si andrà quindi in direzione di una progressiva ‘sburocratizzazione’, che viaggerà a braccetto con la valorizzazione degli strumenti di comunicazione. Su questo fronte il Comune si sta già attrezzando per creare un nuovo portale dedicato al commercio, che servirà per creare un canale diretto di rapporto tra operatori, amministrazione e associazioni di categoria e che potrà essere sfruttato anche come veicolo di promozione del territorio.

Una questione a parte è quella della governance: sotto questo profilo si pensa all’istituzione di un osservatorio comunale che si occupi di monitorare l’evoluzione del sistema distributivo del territorio e si sta studiando anche l’opportunità di creare una commissione speciale in seno al Patto per lo sviluppo, all’interno della quale trovino posto le associazioni degli operatori commerciali.

Il tutto in un’ottica di condivisione, quanto più ampia possibile, di punti di partenza e obiettivi da raggiungere. La riflesssione dalla quale gli amministratori hanno preso le mosse è questa: il commercio non può essere considerato soltanto come un’attività dall’alto valore economico, ma deve essere pensato come un elemento di aggregazione sociale e come il ‘front office’ dell’accoglienza di un territorio.

Per questo il piano licenziato dalla giunta prevede anche la creazione di due nuove tipologie di attività: il ‘negozio amico’, nella cui categoria rientreranno gli esercizi che si attrezzano per garantire le migliori condizioni di accesso e di fruizione dei locali anche alle persone diversamente abili, e il ‘negozio turistico’, gruppo nel quale saranno ammesse le attività che organizzano la propria superficie di vendita con uno spazio informazioni a disposizione del turista-consumatore.

In quest’ultimo caso gli esercizi commerciali saranno dotati di un computer collegato alla rete civica del Comune e di un desk per la distribuzione di materiale cartaceo e dépliant che illustrano le bellezze e le tipicità del territorio. Sono previste inoltre misure di sostegno sia per la nascita dei negozi turistici sia per l’ampliamento e l’ammodernamento delle attività del centro storico. Si tratta nella maggioranza dei casi di interventi che saranno introdotti nel prossimo piano di sviluppo locale.

Roberta Della Maggesa

da LA NAZIONE

Solo Affitti franchising a Gallipoli

Per un posto letto si arriverà a pagare fino a 250 euro circa a settimana. Solo Affitti, franchising leader in Italia con oltre 230 agenzie, apre la prima agenzia a Gallipoli , la sesta nella regione.

solo_affittiNelle due settimane centrali di agosto si prevede un boom di richieste di case in affitto a Gallipoli, con cifre che toccheranno quasi 250 euro a settimana (35 euro al giorno) per un posto letto.

A fare una previsione sull’andamento del mercato delle case al mare in affitto nel comune leccese è Solo Affitti, franchising leader in Italia con oltre 230 agenzie, in occasione dell’apertura dell’agenzia di via Lecce.

Poche, invece, le presenze di “turisti in affitto” previste per la prima e l’ultima settimana di agosto, con canoni di locazione in lieve calo rispetto al periodo di maggiore affluenza: ci saranno punte di 210 euro a settimana (30 euro giornalieri), fanno sapere da Solo Affitti, per prendere il affitto un posto letto in città.

“La nuova agenzia di Gallipoli – afferma Silvia Spronelli, Presidente di Solo Affitti – rientra in un piano di espansione territoriale che ci porterà ad essere presenti in tutta Italia e anche all’estero, con l’obiettivo di raggiungere i 600 punti vendita. A tutti i cittadini di Diamante e dei comuni limitrofi in possesso di un immobile, di un ufficio o di un altro stabile a uso commerciale, mettiamo a disposizione la professionalità e cortesia dei nostri operatori per tutte le esigenze legate al mercato della locazione. La nostra società, unica in Italia per la sua specializzazione nel settore delle locazioni – continua Spronelli -  è nata per soddisfare i bisogni di inquilini e proprietari che si sentivano trascurati dalle tradizionali agenzie immobiliari focalizzate sulle compravendite”.

Il mese di luglio è stato caratterizzato da una forte riduzione delle presenze di turisti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con canoni di locazione che si sono attestati intorno ai 180 euro a settimana (26 euro al giorno) per un posto letto.La maggior parte dei villeggianti che giungono a Gallipoli per affittare una casa arriva dal centro-sud Italia: laziali, abruzzesi e campani in testa.

Il nuovo punto vendita Solo Affitti di Gallipoli si aggiunge ai cinque già attivi in Puglia (Bari, Modugno – BA, Foggia, Brindisi, Martinafranca – TA). E’ stata pianificata anche l’apertura di due nuove agenzie a Barletta (BAT) e Vieste (FG).

da ILPAESENUOVO.IT

Scavolini intervista

scavoliniDa gennaio è sbarcato in Inghilterra. Ora punta all’India per poi spostarsi a Singapore, Hong Kong e Taiwan. «Ma guardiamo già oltre: all’America centro-meridionale e ad alcuni Stati africani».

Valter Scavolini, 67 anni e un entusiasmo che i suoi stessi figli ammettono d’invidiargli, davanti alla crisi che ha colpito anche la sua azienda è ben lontano dal lasciarsi prendere dal pessimismo. Con i suoi 220 milioni di euro di fatturato, Scavolini è sempre uno dei dieci marchi più conosciuti in Italia. Ma Valter, che ha fondato l’azienda a Pesaro nel 1961 con il fratello Elvino, non si accontenta e ha messo a punto, un anno fa, un nuovo piano di espansione mondiale al quale non ha intenzione di rinunciare.

Che cosa la fa essere così ottimista? Siamo sempre cresciuti al ritmo del 10% e abbiamo avuto il primo lieve calo nel 2008.

Come avete affrontato la crisi? Potenziando la rete commerciale.

Dove? In Italia contiamo già molti punti vendita. È all’estero che, adesso, ci sono enormi potenzialità da sfruttare.

A quali Paesi sta pensando? Questo per noi è l’anno dell’India: entro il 2010 apriremo almeno 10 negozi monomarca. Siamo stati coinvolti anche in un importante progetto nella città di Kochi, nello Stato del Kerala.

Di che cosa si tratta? Forniremo 400 cucine per il lussuoso complesso residenziale Dewa Royale.

Significa che punterete su modelli di fascia più alta? No. Siamo riusciti ad arginare le perdite proprio perché abbiamo diversificato la produzione.

In che modo? Per esempio la linea Scavolini Basic si rivolge a chi è attento al prezzo ma non vuole rinunciare alla qualità. Ma abbiamo creato anche una Yacht Division che fa capo al nostro marchio di fascia alta «ernestomeda»: è dedicata alla progettazione di cucine per yacht e grandi navi da diporto.

Collaborate con qualche costruttore? Sì, con Pershing.

Tiriamo allora le somme: come sta andando questa prima parte del 2009? Abbiamo aumentato le vendite di tutti i modelli.

Più cucine, eppure meno incassi: i consumatori scelgono modelli meno cari? Proprio così.

Avete mai pensato di lanciare un altro marchio? Sì, ma abbiamo scartato l’ipotesi. Mai come oggi il consumatore ha bisogno di avere una marca di riferimento, e noi vogliamo essere quella del settore cucine.

A quali Paesi toccherà dopo l’India? A breve e medio termine continueremo con l’Asia: entro l’anno prossimo contiamo di aprire dei monomarca, in particolare a Hong Kong, Singapore e Taiwan.

E poi? E poi ci espanderemo nel continente americano e soprattutto in Sud America. Presto avremo negozi in Brasile, Colombia, Ecuador e Argentina. Infine in Africa: ci arrivano segnali incoraggianti dai Paesi del Maghreb, dal Ghana, dalla Nigeria e dal Sudafrica.

Un po’ meno dall’Europa, invece? Beh, non la trascureremo di sicuro. Anzi, il nostro nuovo piano di espansione è partito lo scorso gennaio dall’Inghilterra, dove abbiamo inaugurato il primo monomarca inglese a Wokingham nel Berkshire, una ricca zona a sud del Paese.

Il prossimo passo sarà Londra? Credo di sì, ma non posso sbilanciarmi.

Avete in programma altre aperture europee? Per il momento no.

Perché? Non crede che il mercato europeo si riprenderà presto? Il punto è che in Europa abbiamo già una buona presenza. È il momento di rafforzarci in altre aree.

Fino a pochi anni fa l’export, pari al 15%, era un suo cruccio. Ora la situazione è cambiata? Purtroppo non molto, siamo al 18%.
Sempre colpa del brutto 2008?
Sì. Abbiamo cominciato a espanderci all’estero solo una decina di anni fa e fino al 2007 siamo cresciuti al ritmo del 20% all’anno.

A che quota punta? Non sarò contento finché non arriveremo al 30%.

Anche con partner locali? No. Abbiamo soltanto aperto una società negli Usa, a New York.

È il preludio a una politica più aggressiva anche negli Stati Uniti? Quest’anno apriremo un flagship store. Poi siscavolini1 vedrà.

Le nuove aperture saranno di vostra proprietà o in franchising? Tutte in affiliazione. Preferiamo rimandare un investimento tanto oneroso.

In questo periodo di crisi avete dovuto tagliare risorse umane? No! Non è mai successo in tutta la nostra storia. Al contrario abbiamo confermato tutti i contratti a termine e non abbiamo fatto un’ora di cassa integrazione.

Quest’anno avete avviato il progetto Green Mind, «mente verde». Puntate su una politica ambientalista? In realtà questo è solo l’ultimo passo di un cammino lungo anni: fin dal 2004, con la certificazione del sistema di gestione ambientale Iso 14001, ci impegniamo per assicurare il continuo miglioramento delle prestazioni ambientali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Quali sono gli obiettivi di Green Mind? Semplicemente avere una produzione «verde». Da gennaio 2009 le nostre cucine sono realizzate con i pannelli ecologici Idroleb del gruppo Saviola, con la più bassa emissione di formaldeide al mondo. E utilizziamo ZeroE Planet, l’energia elettrica nata dalla collaborazione tra Edison e LifeGate: è prodotta da fonti rinnovabili e a impatto zero sull’ambiente.

Quanto avete investito nel progetto? Tanto, ma ne vale la pena.

Questa decisione inciderà molto sui prezzi finali? Assolutamente no. È una scelta aziendale nella quale crediamo tutti e non vogliamo farla pesare al consumatore.

Quattro figli lei e quattro suo fratello. Come vanno le cose con l’ingresso in azienda della seconda generazione? Benissimo. Anche perché ognuno di loro è entrato dal basso e si è ritagliato il ruolo per il quale è più portato.

Di Borsa non vuole sentire parlare? Non ho cambiato idea sull’argomento. Tutti i nostri progetti sono a medio e lungo termine e non abbiamo bisogno di far entrare denari freschi per espanderci in fretta. Tanto più che l’azienda si è sempre autofinanziata.

Anche adesso? Sì, siamo finanziariamente autonomi. È vero che il nostro cash flow è diminuito, eppure siamo riusciti a concretizzare tutti i progetti in programma. Senza contare gli investimenti in tecnologia.

Cioè? Reinvestiamo quasi tutti gli utili per l’innovazione.

Che cosa avete fatto quest’anno? Da poco è entrato in funzione un secondo magazzino automatico e stiamo già mettendo a punto altri miglioramenti nella gestione della produzione.

E gli investimenti pubblicitari? Sono sempre fondamentali, tanto più in questo periodo di espansione. Anzi, quest’anno abbiamo aumentato l’investimento con una forte presenza sui quotidiani. E non toccatemi le sponsorizzazioni sportive!

Il vostro nome è legato a Scavolini basket… Siamo ancora cosponsor e coproprietari di Scavolini. E sponsorizziamo la squadra di pallavolo femminile di serie A1 Robursport di Pesaro, che ci sta dando grandi soddisfazioni.

da BLOGONOMY

Arcadelphi franchising viaggi

Arcadelphi realizza il tuo sogno di aprire un’agenzia viaggi in franchising avvalendoti della notorietà e dell’esperienza acquisita nel tempo dalla nostra azienda.

arcadelphiLa Arcadelphi group, nasce nel 1994 da uno staff di persone già esperte nel settore. Dopo soli 5 anni di attività crea un network dedicato ai servizi di biglietteria in collaborazione con Sabre Italia, ottenendo così la licenza IATA. Nello stesso anno sbarca nel modno web. Nel 2000 Arcadelphi si afferma come vero e proprio Tour Operator per destinazioni a lungo raggio; dal 2004 al 2006 estende la programmazione lungo raggio con quella del medio raggio e prende vita il progetto franchising.

Il gruppo Arcadelphi group, offre una nuova formula di franchising che prevede l’apertura di agenzie di viaggi su determinate aree del territorio nazionale in base ad una logica dettata dall’esperienza diretta: con l’ausilio delle nostre divisioni aziendali l’affiliato sarà infatti seguito sin dalle fasi utili all’apertura – start up, studio di fattibilità, analisi delle capacità soggettive, apertura del suo punto vendita.

* La Divisione Tour Operator studia i migliori pacchetti turistici in base alle caratteristiche del territorio in modo da aumentare l’attrattività degli affiliati.
* La Divisione contabile apporta la consulenza ed il monitoraggio necessario all’attività amministrativa e gestionale.
* La Divisione tecnologica e informatica, attraverso il portale www.latuavacanza.it, garantisce un’adeguata visibilità e sviluppa soluzioni idonee a rendere più efficienti le procedure operative e le comunicazioni aziendali.
* La Divisione Commerciale stabilisce e garantisce rapporti privilegiati con le migliori compagnie aeree e tour operator.
* La Divisione Marketing elabora soluzioni e strategie di marketing e geomarketing in base alle preferenze della clientela di riferimento della zona dell’affiliato per permettere un’attività il più profittevole possibile.
* La Divisione Pubblicitaria e Ufficio stampa si occupa infine di fornire un vantaggioso supporto pubbicitario, attraverso la comunicazione di nuove iniziative, promozioni e aperture di nuove agenzie.

La nostra agenzia vuole che tu lavori in totale autonomia ma con la sicurezza di avere dietro un gruppo solido e di prestigio che ti fornisce la logistica che necessaria all’apertura della tua agenzia viaggi in franchising.

da INFORMAZIONE.IT