Sasch franchising

sashHa 34 anni, ma lavora in azienda già da dieci. E da qualche mese ne ha preso ufficialmente in mano le redini. Da quando, cioè, suo padre Roberto l’ha «lasciata» per dedicarsi a una nuova avventura: la campagna elettorale per l’elezione a sindaco di Prato, il 6 e 7 giugno. Così Giacomo Cenni si è ritrovato – «entusiasta e già con molta esperienza alle spalle», come ama sottolineare – alla guida di Sasch, l’azienda di Prato nata negli anni Ottanta e specializzata nell’abbigliamento informale di fascia medio-bassa.

Ed è proprio per tener testa a colossi come Zara e H&M che negli ultimi anni l’azienda toscana ha cambiato rotta: dagli anni Duemila, infatti, ha rivoluzionato la distribuzione, puntando solo sui negozi monomarca. «Era necessario tenere tutto sotto controllo e non perdere mai d’occhio quel che avviene nei punti vendita, che sono la nostra prima risorsa» dice Cenni a Economy.

Oggi Sasch conta circa 250 punti vendita nel mondo, 120 dei quali si trovano in Italia, e la formula è per lo più quella del franchising. E il piano strategico di Cenni prevede che la rete distributiva venga ampliata ancora, reinvestendo così gran parte degli utili generati da 120 milioni di euro di fatturato 2008.

Russia in prima fila. E così l’export, che vale il 40% del giro d’affari, dovrebbe aumentare ancora con la Russia, che nonostante le difficoltà finanziarie resta il primo mercato di Sasch. «E poi grandi opportunità si stanno creando in Romania e Polonia, oltre che in Messico» continua Cenni.

Nel Paese sudamericano, infatti, Sasch è presente da quasi due anni grazie a una joint venture che finora le ha fruttato otto aperture, ma visto il successo della prima fase la società prevede di aprire 50 negozi in cinque anni.

Anche il mercato italiano non sarà trascurato, con tre  nuovi punti vendita che verranno inaugurati entro la fine di quest’anno, mentre un occhio continua a essere puntato sul canale di internet. «È ancora in fase di test, per la verità, e riguarda solo i prodotti moda più particolari» conferma Cenni. «Ora è un po’ presto per dire se continueremo anche su questa strada».

Le nuove mosse aziendali saranno ancora affiancate da una comunicazione sempre sostenuta e che come ogni anno non scenderà sotto il 15% del fatturato: dalla sponsorizzazione di Miss Italia, che Sasch iniziò 15 anni fa, fino alle campagne stampa.
Intanto Cenni è al lavoro sulle prossime novità di prodotto: «Abbiamo cominciato ad aprire negozi più grandi, fino a mille metri quadrati, perché ci piacerebbe lanciare la linea bambino». E presto arriveranno anche i profumi.

da BLOGONOMY

Hydrogen franchising?

Alberto Bresci, fondatore di Hydrogen, racconta a ThinkLUX la filosofia di un marchio che in pochi anni è cresciuto in maniera importante in Italia e all’estero e che oggi punta tutto sul retail e sull’innovazione.

hydrogenModa, ironia, made in Italy e la voglia di guardare lontano. Di gettarsi a capofitto in un progetto: un sogno da trasformare in realtà. E’ questa la ricetta di Alberto Bresci, che a ThinkLUX racconta la filosofia di Hydrogen,
il marchio di abbigliamento che ha creato. E che, partendo dalle felpe per Fiat e altri brand famosi, sta portando Bresci in Cina, Corea e nei mercati di tutto il mondo ora con tre linee di abbigliamento diverse: Hydrogen, Bronzaji e H2S. Una sfida che è nata quasi per caso.

«L’idea di Hydrogen nasce quasi per gioco», spiega Alberto Bresci. «Rientrato in Italia da Londra, per trascorrere le vacanze estive, ho avuto questa ispirazione: vorrei fare un marchio di abbigliamento che rispecchi un po’ il mio stile di vita e che sia diverso dal solito. Il 31 agosto 2003 ero già dal notaio a costituire la società».

Dalla «Camicia Avvocato» (nata da una vera camicia di Gianni Agnelli reinventata con due bandiere tricolori sui polsini) alle collezioni per Fiat, MV Agusta, Cigarette, Chupa Chups fino a quelle con marchio H2S: c’è un fil rouge che lega a livello creativo tutti i suoi progetti?
La Camicia Avvocato è il pezzo evergreen di Hydrogen e l’unico che è sempre presente in collezione dal primo giorno. Per quanto riguarda i vari co-branding e le collezioni fatte in questi anni cerco sempre di inventarmi qualche cosa di nuovo, qualcosa che faccia venir voglia di essere acquistato, il tutto mantenendo sempre l’identità di Hydrogen. Nel mio portafoglio personale e aziendale ho lavorato con brand e famiglie tra le più importanti al mondo e quindi posso dire che Hydrogen può ben combinarsi con partner completamente diversi tra loro: auto, barche, chewingum e questo per me è un motivo di grande orgoglio.

Dove prende l’ispirazione per creare idee e progetti sempre nuovi?
Ho la fortuna di aver vissuto molti anni all’estero e di viaggiare moltissimo. Non vado mai a fiere di moda ma la moda la creo guardando le persone che incontro viaggiando e cerco di prendere spunti da questo. Penso sia questa la mia forza perché non tendo a farmi influenzare da tutto quello che fanno le altre aziende di moda, ma mixo modi di vestire di gente comune lavorando su colori, fitting, dettagli che piacciono a me. Comunque osservo moltissimo, quasi tutto ciò che mi circonda.

Qual è il consiglio che si sente di dare ad un ragazzo giovane come lei che vuole diventare imprenditore nel mondo della moda?
Il mio consiglio è semplicemente di creare in ciò che sta facendo. Sicuramente non è facile e bisogna fare molti sacrifici, ma il mio motto è “volere è potere”.

Secondo lei la crisi ha cambiato i «valori» che i consumatori cercano in un prodotto spostando nuovamente l’attenzione su qualità, value for money e innovazione e meno sul brand fine a sé stesso?
Secondo me senza qualità non si va da nessuna parte ed un brand non può esistere. In questo momento di crisi credo che questo fattore sia ancora più importante. A mio parere un brand per essere forte deve per forza avere caratteristiche qualitative e di immagine al top ed ovviamente un prezzo giusto. Né troppo caro né troppo cheap.

Quali sono i mercati di riferimento per Hydrogen?
Italia, Europa in generale e Giappone.

Quali sono invece i paesi dove pensate di crescere di più nel 2009?
Sicuramente l’Europa ma anche in Cina e Corea (nuovi mercati per noi) e Giappone dove già siamo molti forti ma dove vogliamo continuare a crescere soprattutto con la donna. Puntiamo molto anche sugli Stati Uniti e sulla nostra linea sportswear H2S.

Oltre alle boutique di Capri, Zagabria e Miami c’è allo studio qualche nuova apertura? Pensate di sviluppare il retail anche in franchising?
Sì, ci stiamo pensando. Molto probabilmente entro la fine dell’anno apriremo il primo negozio monobrand Bronzaji a Milano. Per quanto riguarda Hydrogen sono molte le richieste e opportunità che stiamo vallutando ma vorremmo muoverci step by step, come è nel nostro dna.

Quali sono le novità previste per il 2009 sul fronte dell’allargamento della gamma dei prodotti?
Hydrogen manterrà sempre la propria identità e quindi capi di luxury sportswear. Una novità sarà l’eyewear, il beachwear e una nuova linea di calze.

Tra quelle realizzate qual è la sua felpa preferita?
Un po’ tutte, ma se dovessi sceglierne una direi la prima, «chill out in Paris».

Cos’è per lei il lusso?
Il lusso sono i dettagli, che a mio parere sono sempre importantissimi.

da THINK LUX

Gruppo Coin, OVS intervista

coin_ovsLa partnership con Inglesina, il lancio di nuovi format, lo sviluppo all’estero e, soprattutto, le sedici nuove aperture realizzate in simultanea sul territorio nazionale. Il 2009 si prospetta ricco di novità sotto molteplici aspetti e all’insegna dello sviluppo per la catena del gruppo Coin, che ha deciso di affrontare “l’anno della crisi” puntando il piede sull’acceleratore.

La redazione di DM ha chiesto a Fabio Pampani, direttore generale di OVS Industry, di fare il punto della situazione e di illustrare le prospettive di crescita.

Come procede l’operazione di conversione dei negozi Melablu acquisiti a dicembre 2008? E quali sono gli obiettivi da raggiungere entro fine anno?
A febbraio e marzo abbiamo riaperto a insegna OVS Industry i primi negozi acquisiti da Melablu e stiamo avendo grandi soddisfazioni. Considerando i risultati, con questi punti vendita che fatturano il doppio rispetto a quando erano sotto l’insegna Melablu, abbiamo deciso di accelerare il processo. A metà mese abbiamo aperto 7 negozi e 9 la settimana successiva arrivando a quota 36, cui si aggiungeranno altre 20 inaugurazioni entro la fine di agosto. Dei 60 punti vendita Melablu, quindi, 56 diventeranno OVS Industry. Queste operazioni richiedono un impegno significativo, ma portano riscontri favorevoli sotto molteplici aspetti. Possiamo anche affermare con soddisfazione di aver creato 700 posti di lavoro, riconfermando i 500 dipendenti il cui posto era a rischio e assumendone altri 200 in seguito alla crescita.

Ma le novità non finiscono qui ed evidenziano un forte interesse verso il mondo del bambino. Quali sono le principali iniziative in questo ambito?
OVS Industry si conferma leader nel settore dell’abbigliamento bambino: in Italia ogni giorno un bambino su tre veste i nostri capi e ammontano a 2,6 milioni, a circa il 70% del mercato, le mamme che scelgono i nostri negozi. In questo contesto si inserisce la partnership con Inglesina, una delle prime aziende europee nel settore della puericultura. Da questo mese è possibile trovare, in 130 punti vendita della rete, la linea di articoli per l’infanzia realizzata in esclusiva, “Inglesina per Oviesse”. Si va dai passeggini Swift ai seggiolini auto Moovy per bambini dai 0 ai 18 Kg e Loony per i più grandi fino ai 36 kg fino ai marsupi Front, alle sedie da tavolo Fast e alle borse in rosso e blu, colori rappresentativi del brand. Inoltre ci siamo sempre impegnati a rispettare con estrema cura le norme in materia di produzione e tutte le nostre linee per la prima infanzia sono certificate con il marchio Oeko-Tex, a garanzia che tutto il processo di lavorazione avviene in assenza di sostanze tossiche.

Avete anche lanciato dei nuovi format legati all’universo kids e ovsdegli adolescenti. Può descrivere questo progetto?
Circa un mese fa abbiamo aperto a Loano (Sv) e Trento i primi due negozi a insegna Baby Angel, la linea pensata in esclusiva da Elio Fiorucci per OVS Industry e caratterizzata da capi moderni e colorati, elevato standard qualitativo e ottimo rapporto qualità-prezzo. A metà maggio ha invece aperto i battenti a Napoli, nella centralissima via Toledo, il primo OVS Kids: uno store di 300 mq interamente dedicato al bambino e al neonato con la linea Fagottino. All’estero sono già presenti alcuni negozi OVS Kids e abbiamo intenzione di continuare a sviluppare questo format in franchising, sia in Italia che oltre confine.

Dunque anche l’internazionalizzazione dell’insegna rientra nei vostri piani di sviluppo per l’anno in corso?
Entro la fine dell’anno prevediamo di arrivare a circa 70 store all’estero suddivisi tra Europa Orientale e Medio Oriente. Dopo la recente inaugurazione di Sarajevo, il mese di maggio vede ben cinque aperture: Dubai, Damasco, Aleppo, Tallinn e Chisinau. L’iniziativa più importante riguarda l’inaugurazione del primo store a nella capitale degli Emirati Arabi con una superficie di 1.500 metri quadrati all’interno del prestigioso Dubai Mall. Per quanto riguarda il panorama europeo, il nostro riferimento sono i Paesi dell’Est, che consideriamo strategici per lo sviluppo della nostra rete di vendita, in quanto estremamente giovani ed emergenti.

da DISTRIBUZIONE MODERNA

Hilton hotel franchising turco

hiltonhotelsHilton Hotel Corporation ha annunciato la sigla di un accordo di franchising con il gruppo turco Durmazlar Makina Sanayi ve Ticaret per aprire due nuovi Hilton Family a Bursa, nel nord-ovest del Paese.

Il progetto prevede la realizzazione di una struttura di lusso con 170 camere, l’Hilton Bursa Convention Centre & Spa, e l’introduzione del marchio Hampton by Hilton, con l’apertura di un lussuoso albergo di 106 camere.

Una volta inaugurati questi due nuovi alberghi, nel 2011, gli Hilton Family presenti a Bursa saranno tre, per un totale di 430 stanze. Nel 2010 invece sara’ inaugurato un nuovo Hilton Garden Inn, nell’area industriale a nord della citta’. La Turchia, insieme a Germania, Italia, Penisola Iberica, Regno Unito e Russia, e’ uno dei mercati chiave per l’espansione del marchio Hilton Family: nei prossimi cinque anni il gruppo punta ad aprire 40 nuove strutture per 5.500 camere.

Hilton approdo’ sul mercato turco nel 1955 con l’inaugurazione di un hotel a Istanbul e oggi ha sette strutture marchiate Hilton e un Conrad Hotel, dislocati tra Adana, Ankara, Istanbul, Izimir, Kayseti e Mersin.

da DEMANIO

Finifast e nuovo Franchising Burger King

burger_kingBurger King, una delle catene di ristorazione più grandi del mondo, continua il suo piano di espansione nel nostro Paese.

La località prescelta per l’apertura del nuovo ristorante Burger King, il 55° in Italia a dimostrazione dell’impegno crescente della catena nella Penisola, è il Centro Commerciale Area Ex Cantoni di Legnano.

Il nuovo ristorante sarà gestito in franchising da Finifast, una delleburger_king1 società leader nella ristorazione commerciale, con particolare riferimento alla ristorazione autostradale e aeroportuale.

Quello di Legnano è il terzo ristorante Burger King gestito da Finifast, dopo le aperture di Rozzano e Rimini.

Juan Olave, General Manager di Burger King Italia, afferma: “Noi di Burger King scommettiamo sulla formula del franchising per l’espansione del nostro brand. Ringraziamo la Finifast per la fiducia dimostrata e le facciamo le nostre congratulazioni per questa nuova apertura, per noi molto significativa visto che con essa raggiungiamo il traguardo di 55 ristoranti in Italia. Siamo sicuri che il progetto sarà accolto molto bene sia dagli abitanti della zona, sia dai visitatori del centro commerciale”.

Il nuovo ristorante Burger King dispone di 80 posti a sedere all’interno e di una piazza esterna. Il ristorante conta uno staff di 25 persone, di cui 4 manager, pronte ad accogliere il pubblico in un locale dotato di installazioni tra le più moderne della catena.

A partire dal 27 maggio, i visitatori del centro commerciale di Legnano potranno quindi assaporare il classico Whopper, gli hamburger premium come lo Steakhouse, il croccante filetto di pollo Tendercrisp”, afferma Paolo Panico, Marketing Manager di Burger King Italia.

da VARESE NEWS